#noisiamoAnnalisaMoccia, un hashtag per l’arbitro discriminato

#noisiamoannalisamoccia

Dopo le offese ricevute per il solo fatto di essere arbitro e donna, l’Associazione Italiana Arbitri sezione di Nola, si stringe attorno ad Annalisa Moccia. E lancia per lei l’hashtag #noisiamoAnnalisaMoccia.

#noisiamoannalisamoccia
La foto condivisa dall’AIA di Nola a sostegno di Annalisa Moccia, l’arbitro discriminato

L’Associazione Italiana Arbitri, sezione di Nola, si stringe attorno ad Annalisa Moccia, l’assistente arbitrale vittima – domenica scorsa – di offese sessiste.

La giovane, designata come guardialinee per la partita Agropoli-Sant’Agnello, valevole per l’eccellenza Campana, aveva ricevuto un attacco in diretta da parte del telecronista, Sergio Vessicchio.

L’uomo, commentatore per la rete locale CanaleCinqueTV, aveva chiesto alle telecamere di riprendere la ragazza. Nel video incriminato, Annalisa controlla la rete di porta mentre Vessicchio dichiara: “E’ uno schifo, una cosa impresentabile per un campo di calcio”.

Il giornalista, recidivo, è stato già sospeso dall’Ordine e adesso è anche in attesa dei provvedimenti contro di lui da parte della categoria arbitrale.

Nel frattempo, la sezione di Nola ha fatto quadrato attorno ad Annalisa, dichiarando ufficialmente sul proprio blog/sito: “Le frasi discriminatorie e sessiste del giornalista Sergio Vessicchio sono inaccettabili, inqualificabili ed assurde. Quanto pronunciato all’ apertura della telecronaca di una gara, che vedeva appunto la nostra Annalisa impegnata in qualità di Assistente arbitrale, è da ritenersi vergognoso. Una vera mobilitazione di massa: le terribili frasi hanno infatti prodotto rabbia, sconcerto ed indignazione non solo nel mondo arbitrale ma in ogni risvolto della società perché il colore della pelle, il genere, l’orientamento sessuale, le idee politiche NON POSSONO, NON DEVONO e NON POTRANNO mai essere motivo di discriminazione”.

Nel pieno rispetto del lavoro delle donne, l’AIA Nola ha quindi lanciato l’hashtag #noisiamoAnnalisaMoccia, garantendo all’arbitro tutto il proprio sostegno.