Nicola Palma (m5s): “Le Comunali di Giugliano sono da invalidare”

Nicola Palma

Nicola Palma, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a Giugliano, parla a Napoli.Zon e racconta impressioni e perplessità sulla elezioni comunali svoltesi appena una settimana fa

Escluso dal ballottaggio, Nicola Palma ha nei giorni scorsi apertamente denunciato la compravendita dei voti che alla luce del giorno veniva messa in atto nei pressi dei seggi elettorali. Di questo e altro ha parlato in quest’incontro.

Nicola PalmaComunque finirà il ballottaggio, il Movimento 5 Stelle entra per la prima volta nelle istituzioni di Giugliano, e Nicola Palma sarà un consigliere comunale. Comunque la si veda, un gran risultato. Giusto?
“Io volevo fare il sindaco – spiega Nicola Palma -. Fino al sabato prima delle elezioni ero convinto che sarei finito al ballottaggio. Poi durante la sera la situazione è cambiata, l’hanno trasformata. Da sabato notte in poi non si è capito più niente”.

Cosa è successo?
Credo che si siano spostati molti, molti soldi. – spiega Nicola Palma -. Non so chi ha spostati, questo non posso dirlo. Non credo però sia stata la solita compravendita di voti da parte di una singola famiglia, ma una compravendita di voti tali da spostare migliaia di voti e cambiare le sorti delle elezioni.”

Quanti voti?
“Credo siano stati spostati tra i 10.000 e i 20.000 voti, e per fare questo occorre una cifra vicino ai 100.000 euro calcolando una spesa che va dai 10 ai 65 euro a voto. Alle amministrative il Movimento ha preso 10mila voti. Uno che per opinione vota m5s è difficile che alle comunali cambi il proprio voto. Hanno artatamente cambiato l’esisto delle elezioni”.

Di Battista, quando è venuto in paese prima delle elezioni, aveva detto ai giuglianesi: “Date una possibilità al Movimento”. Crede che i cittadini lo abbiano fatto?
“Me l’hanno data la possibilità, ho preso 8mila voti. Ma se si  fa un calcolo matematico: metti il caso che i presidenti di seggio, imbrogliando, mi hanno tolto 2mila voti. Considerando che a Giugliano ci sono 100 sezioni, togliere 2000 voti è molto semplice. Se ipotizziamo che dall’altro lato ne hanno comprati una certa quantità, lo scarto diventa considerevole: passi dal 20-23% al 14% effettivo”.

Francesco Guardascione, candidato PD, all’indomani del voto ha detto con delusione: ”Giugliano non cambierà mai”. Lei è d’accordo?
“Guardascione è una persona estremamente per bene , ma  ha il doppio della mia età e capisco che si arrenda. Io però non posso farlo, perché ho 35 anni e una figlia piccola: se mi arrendo io, è finita. Credo comunque che Guardascione abbia fatto errori di valutazione incredibili in questa circostanza. Sono convito che avesse capito cosa stava succedendo, ma ha sottovalutato il fenomeno.
Io sono l’unico candidato sindaco che ha visto e denunciato e mi chiedo: perché nessuno ha visto? Perché nessuno ha denunciato?”.

Quando le elezioni erano ancora in corso lei aveva già denunciato brogli all’esterno dei seggi. Oggi le sue indagini stanno continuando. Qual è l’obiettivo?
“Fare invalidare le elezioni, e ripeterle con maggiori controlli. Le elezioni vanno assolutamente rifatte.  Prima dello spoglio, quando ancora mi davano favorito per il ballottaggio, avevo già detto che qualunque fosse stato l’esito le votazioni andavano rifatte, anche se le avessi vinte io. Perché quando si spostano dei voti non viene mai rispettata la volontà popolare e questo non è giusto”.

A vendere il proprio voto è certamente quella fetta di popolazione che versa in uno stato di povertà e di ignoranza preoccupante. A questi cittadini il Movimento non è riuscito ad arrivare?
“E’ vero. Ma noi vogliamo il reddito di cittadinanza proprio per evitare questi fenomeni. Se non hai niente sei più propenso a vendere il tuo voto per 20 euro. Se ti do un reddito ti do dignità.”

Ha già sporto denuncia?
“Ho fatto una denuncia in loco alla Digos al momento dell’accaduto. Che ora va integrata con un’altra denuncia agli organi comunali competenti per la scandalosa questione della dimissione dei 34 presidenti di seggio alla vigilia delle votazioni”.

Gli eventi sono concatenati?
“Secondo me si. Hanno messo a fare i presidenti gente non qualificata, non prendendo candidati competenti inseriti nell’elenco dei presidenti della Corte d’Appello. 34 presidenti di seggio hanno rinunciato all’ultimo momento, e gli organi comunali hanno pensato bene di non sostituirli con alcuni dei 2.600 candidati con tutti i requisiti presenti nell’elenco, ma con altre persone sprovviste di ogni requisito”.

Come è accaduto di preciso?
“Gli inquirenti chiariranno – motiva Nicola Palma -, ma l’idea che mi sono fatto è che abbiano utilizzato in maniera distorta la legge. La macchina secondo me funzionava così: i presidenti di seggio sono nominati dalla Corte d’Appello, che comunica il loro nominativo al Comune, che tempestivamente ne da poi comunicazione ai presidenti stessi. Nel caso in cui un presidente prescelto voglia rinunciare, la rinuncia va presentata presso la Corte d’Appello e non al comune. Gli inquirenti dovranno chiarire perché buona parte dei presidenti rinunciatari abbiano rinunciato presso il Comune e non presso la Corte d’appello. La legge stabilisce che se i presidenti rinunciano prima dell’ultimo giorno utile, il sostituto viene scelto dalla corte d’appello; se invece rinunciano proprio l’ultimo giorno possono presentare la rinuncia al Comune, che provvede autonomamente.  E stranamente hanno tutti rinunciato l’ultimo giorno, dando la possibilità al Comune di designare i sostituti.
Ora, può trattarsi di un caso, non ho elementi per dimostrare il contrario, ma se è un caso stranissimo – conclude Nicola Palma -. Chi dice che questi presidenti non abbiano rinunciato settimane prima, e tali rinunce sono state tenute a parcheggio per poi essere tirate fuori all’ultimo?”

Se tutto si dissolvesse in una bolla di sapone, cosa farà il m5s a Giugliano? E quale saranno gli obiettivi di Nicola Palma come consigliere?
“Io l’opposizione l’ho già iniziata. In questi giorni ho controllato – puntualizza Nicola Palma – un’altra cosa. La legge dice che se tu sei impiegato presso un azienda privata o pubblica e guadagni 8.000 euro al mese, il comune deve pagarti quanto tu guadagnavi il mese prima. Alcuni addirittura si fanno assumere il mese prima di entrare in carica da qualche azienda, con una busta paga molto consistente, per percepire un reddito altrettanto corposo da consigliere comunale. A chi vogliamo raccontare che queste cose non sono fatte di proposito? Sono tutti soldi dei contribuenti…”

Il m5s è deciso a dar fastidio alle istituzioni, sia a livello nazionale che locale, dunque?
“Certo – chiosa Nicola Palma -. Rappresentiamo oggi un’opposizione vera, l’unica oggi capace di stravolgere il sistema e offrire una nuova idea di politica al Paese”.