24 Maggio 2018

NapoliCittàLibro, la cultura per unire le Nazioni

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Il salone del Libro e dell’Editoria, NapoliCittàLibro, è partito oggi e sarà di scena per quattro giorni ricchi di eventi. L’appuntamento è a San Domenico Maggiore

NAPOLI, 24 MAGGIO – E’ partito oggi il Salone del Libro e dell’Editoria, NapoliCittàLibro, e il programma prevede interessanti eventi fino a Domenica 27 Maggio. La location d’eccezione è il suggestivo complesso monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli.

napolicittàlibroCi saranno ben 110 stand di editori di tutta Italia, 300 eventi che comprendono incontri con autori e firmacopie, esibizioni artistiche e laboratori per bambini: il tutto ad un costo di soli 4 euro per l’ingresso.

Alle 17.30 circa di oggi si è tenuta la cerimonia inaugurale presso la Sala del Capitolo, con annesso taglio del nastro, alla quale erano presenti il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

Insieme a loro anche il presidente nazionale dell’ Associazione italiana editori (Aie) Ricardo Franco Levi, il rappresentante del Ministero Beni culturali, Simonetta Bonito, e il questore Antonio de Jesu . Presenti, inoltre, gli editori Diego Guida, Alessandro Polidoro, Rosario Bianco definiti gli eroi di questo salone del libro.

 

Ad anticipare l’apertura dell’evento NapoliCittàLibro, c’è la lettura del messaggio inviato dal Presidente della Camera Roberto Fico, il quale si giustifica per la sua assenza, chiarendo di non dover dimenticare l’elemento cultura per l’arricchimento di ogni individuo.

 

Di seguito, sempre nella medesima sala, c’è stato il forum di apertura di NapoliCittàLibro intitolato ‘La cultura salverà il Mezzogiorno? Un paese diviso investe sulle nuove generazioni’, dove l’argomento principale è stata l’amalgama Sud-cultura e dove si è cercato, grazie anche agli ospiti invitati, di ricercare un filo conduttore con altri paesi del Mondo.

Il moderatore del dibattito è stato Massimo Milone, responsabile di Rai Vaticano, mentre gli napolicittàlibroinvitati sono stati i giornalisti internazionali illustri Néstor Pongutá Puerto, Antonio Olivié e Viktoria Somogyi, le cui dichiarazioni hanno anticipato le parole del  Sindaco di Matera (capitale europea della cultura 2019) Raffaello Giulio De Ruggieri, l’Assessore alla cultura del Comune di Palermo (capitale italiana della cultura 2018) Andrea Cusumano, e il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

La prima a prendere la parola è stata Viktoria Somogyi la quale ha affermato che la Cultura è un elemento importantissimo per unire tutte le Nazioni, infatti “serve per formare dei ponti” ha spiegato, portando alla memoria le esperienze di due celebri donne, le due regione Beatrice d’Aragona e Maria d’Ungheria, moglie di Carlo d’Angiò.

Riconoscere l’origine della cultura italiana e trasmettere il fascino della nostra ricchezza culturale” invece è il monito di Antonio Olivié, secondo il quale c’è bisogno di pensare meno all’incantevole idea dell’America e delle sue forme culturali e di puntare a valorizzare la Nostra ricchezza rendendo attraente la cultura ai giovani, in modo che siano loro a propagarla.

Il colombiano Néstor Pongutá Puerto ha posto l’attenzione sulla cultura come strumento di pace e di fraternità, raccontando la sua prima esperienza in Italia, ad un matrimonio a Napoli, e specificando come la sua terra natìa stia cercando di imparare quanto più possibile dall’Italia, sia dal punto di vista culturale che sociale.

napolicittàlibroA questo punto la parola passa al sindaco di Matera  Raffaello Giulio De Ruggieri secondo cui “la cultura rende inevitabile ciò che è altamente improbabile“. La sua è una visione ottimistica del futuro e ribadisce, spesso nel corso della suo intervento, che c’è bisogno di “tagliare l’asfissia del futuro“, che “il presente non è deve essere la continuità del passato ma un’anticipazione del futuro“.

Secondo Ruggieri la cultura ha trasformato e trasforma le persone, diventando “il piede di porco che ha scardinato la saracinesca dell’ignoranza“. Una sorta di rivincita del Mezzogiorno quindi, dove “la vergogna è diventata orgoglio, opportunità e autostima“.

“La cultura non è consumo, né acquisto. La cultura è produzione, è energia, è un propellente sociale”

Andrea Cusumano spiega invece come Palermo sia “una città che si è imposta con alcuni eroi sul tema del diritto, ma deve imporsi necessariamente anche sul tema dei diritti“, ricordando la tragica morte di Giovanni Falcone nella strage di Capaci. L’assessore, quindi, volge lo sguardo verso il futuro e afferma che bisogna sempre migliorarsi e la cultura aiuta a farlo perché “la cultura non è solo il recupero del proprio passato ma un compito per percepire un senso identitario.”

L’ultimo intervento è del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, secondo il quale “la cultura è orgoglio, appartenenza, identità, ma anche economia“.

La cultura da la possibilità di ricercare talenti” dice il Sindaco sottolineando che “a Napoli ce ne sono tantissimi”

“Serve una rivoluzione culturale che metta al centro la persona. C’è bisogno di capitali è vero, ma c’è bisogno soprattutto di capitali umani.”

A Napoli la cultura è l’antidoto a tutto ricorda De Magistris: “Noi siamo rimasti umani nonostante le difficoltà e le sofferenze“.

 

 

 

 

 

 

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