1 Giugno 2024

Napoli – Zielisnki: un addio triste e silenzioso

Napoli - Zielinski si congeda silenziosamente dai colori azzurri. Nessuna festa al 'Maradona' che contesta tutta la squadra con i fischi.

credit immagine SSC Napoli

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NAPOLI – ZIELINSKI: UN ADDIO TRISTE E SILENZIOSO

Siamo delusi dalla stagione appena passata. Le aspettative erano diverse. Sì, anche per il tricolore sul petto. Abbiamo criticato – e giustamente – società, allenatori e calciatori. Per le scellerate scelte estive. Per gli errori di valutazione da parte dei vertici societari. E per l’atteggiamento indolente e deficitario dei calciatori. Anche Piotr Zielinski chiaramente è finito sul banco degli imputati. Preso di mira pure dal presidente, che pensa e agisce, senza filtri. Talvolta senza nemmeno ragionarci. Otto stagioni non si dimenticano in una triste domenica sera. Sotto i fischi incessanti dello Stadio ‘Diego Armando Maradona, che soltanto un anno fa era una bolgia. E un nido d’amore. Zielinski avrebbe meritato un congedo diverso. Dopo un onorato lavoro al servizio della causa partenopea. Dapprima all’ombra del maestro Marek Hamsik. E poi dopo aver camminato sulle sue orme, da leader tecnico di una squadra forte e matura. Che sfiora l’impresa nel 2018 sotto la guida tecnica di Maurizio Sarri. Piotr diviene un punto fermo di Ancelotti e Gattuso, giocando anche largo a sinistra e a destra nella linea di centrocampo a quattro. Non le sue mattonelle ideali, considerate le caratteristiche e le qualità dell’ex Udinese e Empoli.

Napoli – Zielinski avrebbe meritato un congedo diverso

Cinquantuno reti e quarantasei assist in trecentoquarantasei gare ufficiali con la maglia del Napoli. Era l’estate del 2016 quando Piotr arrivò nel golfo partenopeo. Un giovane ragazzo di talento, proveniente dall’Udinese, via Empoli. Un calciatore di livello in grado di incantare con la sua fantasia, l’estro e anche la duttilità. Sarri lo ama e farebbe carte false pur di allenarlo nuovamente. Ai tempi dell’esperienza napoletana, il mister di Figline Valdarno disse che se avesse voluto, sarebbe divenuto un giocatore al livello di De Bruyne. Piotr però, è più introverso e silenzioso del collega belga. Mai una parola fuori posto. Talvolta discontinuo. E questo è stato, con ogni probabilità, il limite del centrocampista polacco. Che dall’1 luglio prossimo venturo vestirà la casacca nerazzurra dell’Inter. Sarebbe stato sicuramente affascinante vedere un saluto caloroso ad un ragazzo adottivo di Napoli, arrivato a ventidue anni nel capoluogo flegreo. Un campioncino ancora in erba e divenuto all’ombra del Vesuvio un vero uomo. Piotr non ha mai risposto alle provocazioni del suo datore di lavoro. E chissà se lo farà un giorno. Il sogno più grande, lo Scudetto è stato realizzato. E sarà indelebilmente scritto nell’album dei ricordi più belli delle ultime otto stagioni.

Fonte foto / credit immagine: Pagina ufficiale SSC Napoli

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