6 Novembre 2026

Napoli Lazio: tra Amarcord e una stagione da incubo

Crediti foto: sito ufficiale ssc napoli

Crediti foto: sito ufficiale ssc napoli

In un 3 aprile di 16 anni fa, il Napoli di Walter Mazzarri sfidava esattamente di Domenica alle 12:30 la Lazio dell’ex Eddy Reja. In quella sfida i partenopei vinsero 4-3 in rimonta, grazie ad un gol di Andrea Dossena ed una tripletta del Matador Edinson Roberto Cavani Goméz. Con quella vittoria il club azzurro tornò ufficialmente in Champions League dopo il lungo calvario del fallimento, affrontato risalendo dalla C1 alla massima serie.

Oggi il Napoli si ritrova ad affrontare la medesima sfida, ma con una situazione di squadra davvero funesta. Questa volta è l’aquila biancoceleste a volare alto, molto alto. Il tonico Gattuso, come provato anche sulla propria pelle dal Napoli, funziona. Quando il ringhio ringhia tutti si ricompongono e corrono a testa bassa, anche coloro che nella precedente stagione erano fuori rosa oppure fuori dalle rotazioni. È quella sua semplicità e purezza calcistica oltre che quella di grosso spessore umano a rendere possibile una inversione di rotta. Tutto ciò che manca ai partenopei in questo momento.

In Europa la terza sconfitta e 27esimo posto in classifica, domenica il Napoli affronta la Lazio capolista e non nelle migliori condizioni

L’ennesima brutta figura europea in casa del Porto è solo un apostrofo rosa tra le parole franco e forte, direbbe un famoso trio di comici italiano… Ma di comico in questo momento ci sono soltanto insulti in campo, poco coerenti con il concetto di gruppo squadra, specie in situazioni sfavorevoli come una partita nella quale si è pesantemente sotto nel punteggio. Come è giusto che sia, lo spogliatoio resta un luogo sacro e riservato solo ai calciatori. Nonostante lo si chiami spesso in causa per intavolare un discorso, raramente si hanno informazioni sulle reali dinamiche. A parlare sempre indistintamente è il campo. E purtroppo il rettangolo verde racconta di una squadra sfilacciata in campo, con disordine tra le linee e poca voglia di creare vero calcio, salvo poche eccezioni.

Salendo di quota, invece, le parole del presidente De Laurentiis non fanno trasparire molti dubbi sulla “garantita” permanenza di Max Allegri sulla panchina. Il simpaticissimo tecnico toscano è ahimè irriconoscibile rispetto allo smalto avuto nello scorso decennio, quasi come fosse rimasto calcisticamente lì, con l’atomico centrocampo Vidal-Pogba-Pirlo. È chiaro però, che per onestà intellettuale, le colpe (se si vuole essere squadra) siano tutto tranne che individuali. Si è squadra nella sconfitta e nella vittoria, nell’errore e nel merito. Il Napoli è quasi alla fine dell’attuale ciclo, servono cambiamenti quasi radicali per dare una svolta alla stagione del centenario. Quest’ultima ad oggi è tutt’altro che indimenticabile.

Crediti foto: sito ufficiale SSC Napoli

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