28 Gennaio 2026

Napoli, ladro gambizzato dal clan: rubava auto senza permesso

Si tratterebbe di un presunto affiliato al clan Aprea, che opera nella zona Est di Napoli

Immagine di repertorio

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NAPOLI LADRO GAMBIZZATO – Un episodio che sembra uscito da una serie TV sulla malavita, ma che rappresenta la cruda realtà del controllo territoriale a Napoli. Un uomo di 44 anni è stato vittima di una spedizione punitiva da parte della criminalità organizzata locale: il motivo? Avrebbe messo a segno troppi furti d’auto senza l’autorizzazione del clan che gestisce la zona.

Ladro gambizzato a Napoli: la ricostruzione

Secondo le indagini condotte dalle forze dell’ordine e coordinate dalla DDA, la vittima è stata letteralmente convocata al cospetto dei vertici del gruppo criminale egemone nel quartiere. Non si è trattato di un incontro chiarificatore, ma di un vero e proprio interrogatorio punitivo.

Il clan avrebbe contestato al 44enne un’attività predatoria “fuori controllo” e, soprattutto, non autorizzata. Nel codice non scritto della camorra, infatti, chi opera in un territorio sotto influenza criminale deve sottostare a regole precise e, spesso, versare una quota dei proventi illeciti nelle casse dell’organizzazione.

Dopo il “richiamo” verbale, si è passati alla violenza fisica. Raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco, mirati specificamente alle gambe. La gambizzazione è una tecnica di avvertimento classica nel gergo criminale: non serve per uccidere, ma per “segnare” permanentemente la vittima e lanciare un segnale inequivocabile a tutto il quartiere.

Il controllo del territorio e il mercato dei ricambi

Perché un clan dovrebbe preoccuparsi dei furti d’auto? La risposta risiede nel controllo capillare del territorio. Un eccesso di furti “disordinati” può attirare l’attenzione delle forze dell’ordine, disturbando affari più lucrosi come lo spaccio di stupefacenti o le estorsioni.

Inoltre, il mercato nero dei pezzi di ricambio è spesso gestito o tassato dai gruppi criminali. Chi agisce come “battitore libero” viene visto come un elemento di disturbo per gli equilibri della zona.

Fonte: Fanpage.it

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