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Napoli: 40 anni dal terremoto dell’Irpinia

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Updated on 12 June 2021 22:22

Napoli: il ricordo della sera 23 Novembre 1980 , la terra tremò per 100 secondi poi il buio

Napoli– Era il 23 Novembre 1980 quando un boato ruppe il silenzio di una sera. La terra tremò per 100 secondi, istanti lunghi e interminabili, poi il buio.  Erano le 19:34, ora locale, quando l’onda sismica si riversò quella domenica su Napoli: confuse gli animi, scosse la quotidianità, la spensieratezza.

Le conseguenze furono istantanee e nefaste, Napoli si ritrovò nel caos. Il terremoto di magnitudo 6.9 (scala Richter) rase al suolo sei comuni: Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni e Conza della Campania in provincia di Avellino, Laviano, Santomenna e Castelnuovo di Conza in provincia di Salerno. Oltre a queste furono colpite altre sei province: Napoli, Benevento, Caserta, Potenza, Matera, Foggia. In tutto 2914 morti, 8848 feriti, 350mila case distrutte, secondo le stime più attendibili.

Non sono semplici numeri ma persone; la protezione civile non esisteva e i sopravvissuti ricordano ancora le urla di quella sera, di chi in un attimo aveva perso i propri cari, i propri affetti, la propria dimora. Si scavava con le mani mentre le linee telefoniche erano saltate e i tg davano notizie imprecise. A Napoli, numerosi furono i crolli di palazzine, come il grattacielo in via Stadera che quella notte colpì più di 50 persone. Molti ricordano ancora Piazza del Plebiscito piena di auto e di persone impaurite che si stringevano le une alle altre per farsi coraggio, l’aiuto da parte dei militari formati da giovani di leva che facevano ciò che potevano e i camion carichi di calce e disinfettante, arrivare nei Paesi dell’Irpinia più colpiti, nei giorni successivi. I soccorsi non furono tempestivi e partirono senza alcun coordinamento:

«Non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci – disse il Presidente della Repubblica Sandro Pertini – Ancora dalle macerie si levavano gemiti, grida di disperazione di sepolti vivi».

Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini visitò i luoghi del sisma e rimase sconvolto dall’insufficienza e difficoltà dello Stato, sotto l’allora sindaco di Napoli Maurizio Valenzi. Il ricordo di quei giorni resta vivo, nella coscienza di chi non vuole dimenticare ciò che non deve essere dimenticato, eventi che segnano ancora oggi il futuro del sud Italia.

 

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