17 Maggio 2024

Morto il giornalista Franco Di Mare: aveva 68 anni

Il giornalista soffriva di un tumore aggressivo provocato dall'eccessiva esposizione all'amianto

WIKIPEDIA

Franco Di Mare

MORTO FRANCO DI MARE – Non ce l’ha fatta. Franco Di Mare è morto all’età di 68 anni a causa di un mesotelioma che se l’è portato via.

L’annuncio arriva dalla famiglia del giornalista e noto volto della Rai con una nota: “Abbracciato dall’amore della moglie, della figlia, delle sorelle e del fratello e dall’affetto degli amici più cari oggi a Roma si è spento il giornalista Franco Di Mare. Seguirà comunicazione per le esequie”

Poche settimane fa, Di Mare aveva annunciato pubblicamente in Tv di essersi ammalato gravemente del tumore aggressivo provocato dalla prolungata esposizione all’amianto.

Morto Franco Di Mare: la notizia in tempo reale a “La Vita in Diretta”

A parlarne della sua scomparsa anche il giornalista Alberto Matano, che ha dato la notizia in tempo reale durante la trasmissione del programma La Vita in Diretta.

Matano, visibilmente commosso, ha interrotto la scaletta del programma per dare il triste annuncio: “Una notizia dolorosa che non avrei mai voluto dare. Devo dirvi con immenso dolore che è mancato il nostro amato Franco Di Mare”.

L’ex volto noto della Rai era tornato recentemente al centro delle cronache dopo l’apparizione in tv a Che Tempo Che Fa. In seguito ad una lunga assenza, aveva dichiarato a Fabio Fazio e in diretta di essere reduce da un lungo periodo di malattia. Egli aveva spiegato agli spettatori quanto segue:

Questo tubicino che mi corre sul viso è un tubicino legato ad un respiratore automatico e mi permette di respirare in modo forzato, ma mi permette di essere qui a raccontare, a parlare con te. Mi sono preso il mesotelioma, un tumore molto cattivo, legato alla presenza di amianto nell’aria e si prende tramite la respirazione di parcelle di amianto, senza rendersene conto.

Fonte: Fanpage.it

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE QUESTO ARTICOLO A CURA DELLA REDAZIONE DI NAPOLI ZON: Mip-C la malattia simile al Covid: c’è da preoccuparsi