23 Febbraio 2026

Morte Luciano Capasso: “Ora si faccia chiarezza sui soccorsi”

Morte Luciano Capasso, le parole dei familiari: "Luciano non era uno sprovveduto era un ex militare addestrato a sopravvivere in situazioni estreme"

da Facebook

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Il 25enne di Qualiano, Luciano Capasso, è stato ritrovato senza vita alle 12:00 di ieri. Il giovane era disperso sulle montagne di Saint Moritz dopo aver intrapreso un’escursione nella notte tra martedì 17 e mercoledì 18 febbraio.

I soccorsi hanno individuato il corpo del giovane ai piedi del Piz Palü, nel territorio di Pontresina, dopo quattro giorni di ricerche.

Luciano Capasso, morto sotto la neve: “Si faccia chiarezza sui soccorsi”

Due elicotteri del soccorso alpino svizzero sono decollati alle 10:00. In circa due ore, seguendo le coordinate del GPS che il 25enne aveva con sé, i soccorritori hanno localizzato il punto in cui il corpo era sepolto sotto la neve.

L’allarme era scattato il 18 febbraio, quando il 25enne non aveva fatto rientro all’hotel dove alloggiava, il Badrutt’s Palace Hotel. Stando alle fonti, Capasso sarebbe stato travolto da una valanga di categoria 4.

Pare che la Procura svizzera non intenda aprire un’inchiesta formale. Diversa la situazione in Italia, dove la famiglia valuta la presentazione di un’integrazione di denuncia alla Procura di Napoli Nord. Si contestano le 80 ore trascorse prima di raggiungere il punto indicato dal GPS.

«Luciano non era uno sprovveduto ha dichiarato l’avvocato della famiglia – era un ex militare addestrato a sopravvivere in situazioni estreme. Avevamo una geolocalizzazione precisa, ma secondo le autorità elvetiche il maltempo non ha consentito il recupero. Mi chiedo se si potessero utilizzare strumenti alternativi, come droni, anche nei giorni precedenti». L’avvocato ha anche sottolineato che, in caso di valanga di quella portata, «i soccorsi anche se immediati avrebbero potuto non cambiare l’esito».

Mario Baldi, console generale italiano a Zurigo, ha seguito accuratamente le operazioni di ricerca e soccorso. Pare che i contatti con la Farnesina siano stati attivati solo tra il 20 e il 21 febbraio, anche grazie all’intervento del primo cittadino di Qualiano, Raffaele De Leonardis.

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