Moreno di Melito: 43 dipendenti in nero rinchiusi durante un’ispezione



Moreno

Durante un’ispezione alla Moreno di Melito, 43 dipendenti sono stati rinchiusi per sei ore senza aria né servizi igienici. Percepivano meno di €20 al giorno per più di 9 ore di lavoro quotidiane. Tra loro una donna incinta

Rinchiusi all’interno di un “caveau” segreto, protetto da una porta blindata. Nessuna fuga d’aria e nessun servizio igienico disponibile. È quanto accaduto a 43 dipendenti alla Moreno di Melito durante un’ispezione dei militari del Nucleo antisofisticazione. Gli agenti dovevano compiere verifiche su una mensa che si è rivelata, poi, inesistente.

Sei ore di perquisizione nell’azienda – che realizza e fornisce materiale e accessori di pelletteria ai grandi brand del lusso internazionale – durante le quali gli agenti hanno trovato “allo scoperto” 35 operai, di cui 14 in nero. Ma la mole di postazioni, materiali e commesse in genere è apparsa sin da subito sproporzionata rispetto al numero effettivo di lavoratori trovati. E, infatti, dietro una porta blindata sono stati “scovati” 43 dipendenti che erano stati costretti dal titolare a nascondersi per evitare l’ispezione.

Il computo totale parla di 78 dipendenti totali della Moreno confezioni, di cui solo 21 assunti regolarmente. Dei 57 lavoratori tenuti in nero e senza alcun tipo di tutela o diritto nessuno percepiva più di 20 euro al giorno per più di 9 ore di lavoro quotidiano. Tra loro una donna incinta visibilmente provata dalle sei ore di reclusione senza aria né disponibilità di servizi igienici. Alcuni di loro, inoltre, percepivano il reddito di cittadinanza.

Un altro fenomeno di caporalato

Il titolare dell’azienda è stato arrestato e ora si trova ai domiciliari. Le accuse sono di sfruttamento del lavoro, sequestro di persona e intermediazione illecita. Inoltre, le forze dell’ordine hanno sequestrato il laboratorio e le attrezzature per un valore di circa 2,5 milioni di euro. Le sanzioni comminate raggiungono, invece, i 600mila euro.

Una storia di miseria, sopraffazione e diritti schiacciati, in una cornice di diffusa sindrome di Stoccolma che porta gli umiliati ad essere conniventi con i propri carnefici. È quanto emerge dalle parole del colonnello Vincenzo Maresca, comandante dei Nas di Napoli.

Il reddito di cittadinanza

La connivenza e la complicità nel truffare lo Stato è mostrata dal fatto che molti dei dipendenti irregolari percepivano in maniera fraudolenta il reddito di cittadinanza. Anche in questo senso, dunque, proseguiranno le indagini con l’intento di smascherare ulteriori illeciti.

La Moreno confezioni

La Moreno confezioni è un’azienda che da anni opera nel campo della pelletteria, collaborando con i grandi brand internazionali del lusso. L’azienda, prima di questa vicenda, rappresentava un fiore all’occhiello. Considerata affidabile ed esperta, sembrava offrire alle tante griffe con cui collaborava una serie di garanzie (evidentemente infondate) qualitative e di trasparenza.

Rapporti che, ora, potrebbero incrinarsi visto che le aziende cui fanno riferimento i marchi d’alta moda richiedono solide garanzie di trasparenza e di diritti dei lavoratori.

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