Miracolo di San Gennaro, il sangue si è sciolto. Don Mimmo Battaglia: “Basta guerre e camorra”
Il prodigio accolto dagli applausi dei fedeli. La vibrante omelia del cardinale: "La camorra è bestemmia, l'anno prossimo l'unico sangue versato sia quello del Santo".
FONTE IMMAGINE WIKIPEDIA
Napoli riabbraccia il suo Santo Patrono. Anche quest’anno, nel giorno dedicato alla sua celebrazione, si è ripetuto il tanto atteso miracolo di San Gennaro. L’annuncio della liquefazione del sangue, atteso da una folla di fedeli che sin dalle prime ore del mattino ha gremito la Cattedrale, è arrivato esattamente alle ore 10:04, accolto da un lungo e liberatorio applauso.
Il prodigio nel Duomo gremito
Le celebrazioni hanno preso il via alle 8:00 con la Santa Messa, seguita alle 8:45 dalla lettura della Passione. Intorno alle 10:00, l’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, si è recato presso la Cappella del Tesoro per il rito. Ad aprire la cassaforte che custodisce le ampolle sono stati l’abate, monsignor Vincenzo De Gregorio, insieme al sindaco Gaetano Manfredi e al presidente della Regione Roberto Fico.
Una volta portate le reliquie sull’altare maggiore, è stato dato il solenne annuncio alla città. Nel pomeriggio, dalle 16:00 alle 18:30, il sangue prodigioso sarà esposto per la venerazione pubblica, prima della nuova celebrazione eucaristica vespertina.
Il grido di don Mimmo: “Basta morti, sono stanco”
Ma a segnare profondamente la mattinata è stata la potente e commossa omelia del cardinale Battaglia. L’arcivescovo ha trasformato la sua preghiera in un disperato appello all’umanità, chiedendo a San Gennaro una “grazia strana” per l’anno a venire: “Quando torneremo qui, il prossimo anno, fa’ che l’unico sangue di cui dovremo parlare sia il tuo. […] Non voglio più nominare la Palestina. Non voglio più nominare l’Ucraina”.
Con parole durissime, il prelato ha condannato l’assuefazione al dolore globale. “Il male più grande non è nemmeno la guerra, è abituarsi alla guerra”, ha tuonato dall’altare, ricordando che dietro i numeri delle vittime ci sono vite spezzate e madri in lutto. “Il sangue non è una statistica. Ha un nome, una madre, una casa. […] Fermatevi, non esiste bandiera abbastanza grande da coprire la bara di un innocente”.
La condanna alla camorra: “È una bestemmia”
Il messaggio di don Mimmo si è poi rivolto direttamente a Napoli, scagliandosi contro la criminalità organizzata che continua a mietere giovani vittime tra i vicoli. “La camorra è guerra. Una guerra senza dichiarazione, senza divise. Ma è guerra”, ha sottolineato l’arcivescovo, respingendo con forza qualsiasi ipocrita accostamento tra fede e malavita. “Non c’è nulla di religioso nella camorra. […] Puoi accendere cento candele a San Gennaro: se spegni la vita di tuo fratello, quelle candele non fanno luce. La camorra è bestemmia”.
Il suo è stato un invito a scardinare la “mentalità camorristica” fatta di favori, silenzi e convenienze, esortando l’intera comunità a prendersi cura dei propri giovani prima che le fragilità si trasformino in rabbia e la strada li divori.
L’invito a “fare cordata” per il futuro di Napoli
La conclusione dell’omelia è stata dedicata a un augurio di rinascita per il capoluogo campano. L’arcivescovo ha chiesto a istituzioni, cittadini, scuola, famiglia e Chiesa di “fare cordata”, costruendo una rete di responsabilità reciproca in cui nessuno venga lasciato indietro e dove si scelga da che parte stare.
“Se il tuo sangue vuole sciogliersi, si sciolga ancora. Ma poi basta. Basta sangue, basta mafie, basta guerre”, ha concluso Battaglia. “Fa’ che quando torneremo qui, tra un anno, l’unico sangue che avremo visto scorrere sia il tuo. E forse allora capiremo che il miracolo non è accaduto nell’ampolla. È accaduto nel mondo”.
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