Maria Antonietta Cutillo: gli sviluppi giudiziari
La Procura ha individuato sei indagati, tre importatori cinesi, due imprenditori italiani e un commerciante
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MARIA ANTONIETTA CUTILLO-La ragazza di 16 anni è deceduta nel 2023 a Montefalcione, in provincia di Avellino, mentre si trovava nella vasca da bagno con il cellulare collegato al caricabatterie. A distanza di circa tre anni dalla tragedia, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone ritenute responsabili della diffusione e vendita del dispositivo difettoso che avrebbe causato la morte della giovane.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la ragazza stava parlando al telefono quando il dispositivo è entrato in contatto con l’acqua. La scarica elettrica che ne è derivata si è rivelata fatale. Gli accertamenti tecnici hanno evidenziato che il caricabatterie utilizzato non rispettava gli standard di sicurezza previsti dalle normative europee. In particolare, lo avrebbero realizzato con componenti interni di scarsa qualità, tra cui un elemento difettoso che ha favorito il passaggio della corrente elettrica.
Maria Antonietta Cutillo: i sei indagati e le loro responsabilità
Per questi motivi, la Procura ha individuato sei indagati. Tre importatori di origine cinese, due imprenditori italiani coinvolti nella distribuzione e un commerciante che avrebbe venduto il prodotto. Le accuse principali sono quelle di omicidio colposo e frode in commercio. Questo poiché il caricabatterie sarebbe stato immesso sul mercato con marchi e certificazioni non veritiere, inducendo i consumatori a credere che fosse sicuro.
Gli inquirenti sostengono che, se il dispositivo fosse stato conforme alle norme di sicurezza, l’incidente non si sarebbe verificato e la ragazza sarebbe ancora viva. La vicenda ha quindi messo in evidenza i rischi legati all’utilizzo di prodotti elettronici non certificati e l’importanza dei controlli sulla loro qualità. Il caso rappresenta non solo una tragedia personale, ma anche un esempio di come la mancanza di sicurezza nei prodotti possa avere conseguenze gravissime, portando a responsabilità penali lungo tutta la filiera, dalla produzione fino alla vendita al consumatore.
Fonti: Fanpage, Corriere Salerno
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