Locali: scoppia la protesta per la chiusura alle 23

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Lo stop ai locali alle ore 23 fa esplodere la protesta di Confesercenti: “dobbiamo mettere le imprese nella condizione di lavorare”

La chiusura dei locali alle ore 23, come da ordinanza 49, fa scoppiare la polemica dei commercianti e di Confesercenti.

Nella giornata di oggi è prevista una grande ripartenza della movida nella regione Campania, ma con una clausola: la chiusura alle ore 23.

Il Presidente di Confesercenti, Vincenzo Schiavo – come riportato dai colleghi di Fanpage – ha così affermato:

Il problema non sono i gestori. Se chiudiamo alle 23 le persone non restano a casa. Dobbiamo mettere le imprese in condizione di lavorare.

La chiusura dei locali della movida alle ore 23 determinerà per tutti gli esercizi un danno commerciale ed economico spaventoso, considerato che detti esercizi iniziano la loro attività dalle ore 22.00 in poi.

È una richiesta che facciamo in base alle numerosissime telefonate ed email provenienti dai nostri esercenti che svolgono la loro attività nei centri storici delle città.

C’è piena disponibilità dei nostri esercenti a far rispettare i protocolli e le linee guida di prevenzione al virus.

Chiediamo però di sospendere tale ordinanza e il limite delle ore 23 per sensibilizzare la Prefettura, i Comuni, le Forze dell’Ordine e la Polizia Municipale dei Comuni della Regione, affinché controllino pedissequamente gli affollamenti e i conseguenti comportamenti delle persone che accedono ai pubblici esercizi.

Si eviterà in tal modo comportamenti non confacenti alle disposizioni nazionali e regionali sulla prevenzione sanitaria al Covid – 19.

Il concetto per noi è semplice, se si crea assembramento non è certo a causa di un bar aperto oltre le 23 ma dipende dalla gente.

L’affollamento viene fuori comunque, anche con i baretti chiusi, se non c’è la volontà delle persone di rispettare le regole, se non ci sono controlli e se non c’è attività di prevenzione ed educazione culturale.

Gli esercenti vogliono lavorare, senza assembramenti, negli orari consoni.

All’appello di Vincenzo Schiavo si è aggiunto anche Ciro Fiola, il Presidente della Camera di Commercio di Napoli, che ha sottolineato la necessità di incrementare il numero dei cosiddetti “poliziotti di bottega” nei locali.

Questi avrebbero il compito di vigilare sui comportamenti del cliente e intervenire qualora avvertissero comportamenti scorretti che possano mettere a repentaglio la sicurezza degli altri avventori e dei dipendenti.

Tutti si appellano al senso di responsabilità che è necessario avere in questo momento di ripresa, soprattutto in luoghi notoriamente affollati come i locali.