Il lago d’Averno,l’ ingresso dell’ inferno, e la fata Morgana

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Il lago d’Averno, tra mitologia e mistero, è uno degli ingressi dell’inferno e luogo dove si dice appari la fata Morgana. Superstizione o realtà?

Il lago d’Averno è un lago di origine vulcanica presente sul suolo di Pozzuoli. E’ chiamato “Averno”, dal greco άορνος che letteralmente significa “senza uccelli”. Si racconta che, a causa di particolari gas emanati dal lago, in passato per gli uccelli fosse impossibile sorvolare lo specchio d’acqua. Per le sue caratteristiche è una delle porte dell’ inferno. Virgilio scriveva che Enea fosse costretto a recarsi sul luogo per accedere nel regno dell’ oltretomba. Come Enea sia entrato negli inferi e come è andata a finire è una storia che molti sanno mentre la leggenda che lega il lago con la fata Morgana resta ancora sconosciuta ai più.

La fata Morgana,nome di origine bretone che significa “fata delle acque”, è un personaggio legato alla mitologia celtica. Si dice che  manifesti ai marinai l’illusione di fantastici castelli fluttuanti per poi portarli alla deriva. Intorno alla fata esistono diverse leggende, le più famose sono due: secondo la prima, la fata Morgana ha per dimora le fantastiche costruzioni ricche di torri che sembrano materializzarsi agli occhi di chi assiste al miraggio. La seconda, invece, è una leggenda diffusa nell’aria dello stretto di Messina. Si dice che durante le invasioni barbariche un re barbaro,giunto a Reggio Calabria, vedendo la Sicilia si sia chiesto come raggiungerla. Così la fata Morgana fece apparire l’isola a due passi da lui. Il re si gettò a mare convinto di poter raggiungere la meta a nuoto, morendo affogato.

Ma cosa lega il lago d’Averno alla fata?

Una sera del Marzo 1833, il marchese Giuseppe Ruffo, durante una spedizione di caccia, fu testimone del sortilegio della maga:

ci prese meraviglia non più trovando il lago là ove doveva essere! Sulle prime temei che il mio visivo senso si fosse ad un tratto scemato; ma sospingendo gli occhi per circostanti oggetti, questi mi si offrivano quali io gli aveva cento e cento volte veduto. Perché avvisandomi trattasi di un’ottica illusione, veloce mi corse alla mente ed al labbro la fata Morgana[…] Dove adunque eran ite le acque famose dell’ Averno? Esse eransi transmutate in prati di fresca verdura, in alberi belli e dritti, in colline dolcemente chinate. ( Annali civili del Regno delle Due Sicilie).

Il fenomeno fu anche oggetto della Reale accademia delle scienze del regno borbonico che cercò invano di scoprire il mistero. Da allora si è cercato di capire cosa si celasse dietro lo strano arcano.

Oggi il fenomeno della maga Morgana in ottica è spiegato come illusione che avviene con l’accavallarsi di diversi strati termici . Nonostante il trucco sia stato  svelato, il lago d’Averno, tutt’oggi, resta una meta affascinante per gli amanti del mistero.