3 Settembre 2026

La Sonrisa resta chiusa: inammissibile il ricorso dei Polese

Screenshot intro de "Il Castello delle Cerimonie" su Real Time

La Sonrisa resta chiusa

La Sonrisa resta chiusa. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Maria Rosaria Polese contro il provvedimento di sequestro preventivo disposto nei confronti dei locali commerciali del Grand Hotel di Sant’Antonio Abate.

La decisione è arrivata nella giornata del 2 settembre 2026 e riguarda il decreto emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata lo scorso 21 luglio, su richiesta della Procura oplontina. Il procedimento riguarda l’ipotesi di reato di invasione di terreni o edifici.

Si aggiunge così un nuovo capitolo alla complessa vicenda giudiziaria che negli ultimi anni ha coinvolto il celebre complesso conosciuto in tutta Italia anche come Castello delle Cerimonie.

La Sonrisa resta chiusa: il sequestro dei locali e lo sgombero

La Sonrisa, già interessata da un provvedimento di confisca definitiva, è diventata nel frattempo proprietà del Comune di Sant’Antonio Abate. Dopo il sequestro preventivo disposto nel mese di luglio, sono iniziate anche le operazioni per liberare gli spazi della struttura.

Lo sgombero dei locali commerciali è partito lo scorso 24 luglio, aprendo una nuova fase per l’enorme complesso immobiliare. La decisione del Riesame rappresenta ora un ulteriore ostacolo sul percorso giudiziario intrapreso dalla famiglia Polese.

Perché La Sonrisa resta chiusa

La dichiarazione di inammissibilità del ricorso riguarda specificamente il sequestro preventivo dei locali, ma la situazione della struttura è più articolata. La Sonrisa resta chiusa anche perché il procedimento relativo al sequestro è distinto dalle altre questioni che riguardano la confisca dell’immobile e i successivi provvedimenti amministrativi.

La struttura ha già interrotto la propria attività e la proprietà è passata al Comune di Sant’Antonio Abate. Per questo motivo, anche un eventuale diverso esito sul solo provvedimento di sequestro non avrebbe comportato automaticamente la ripresa delle attività dell’ex Grand Hotel.

La possibile impugnazione in Cassazione

La battaglia legale, tuttavia, potrebbe non essere ancora terminata. Le motivazioni dell’ordinanza del Tribunale del Riesame non sono state ancora depositate e il provvedimento potrà essere eventualmente impugnato davanti alla Corte di Cassazione.

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Resta inoltre valido il principio della presunzione di non colpevolezza: gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Il futuro del Castello delle Cerimonie

Mentre La Sonrisa resta chiusa, l’attenzione si concentra ora sul futuro della storica struttura di Sant’Antonio Abate. Il Comune dovrà infatti valutare le prospettive di utilizzo del vasto complesso, mentre restano aperte diverse questioni giudiziarie e amministrative.

Sul tavolo c’è anche la situazione dei lavoratori che hanno perso la propria occupazione dopo l’interruzione delle attività. Il destino dell’ex Castello delle Cerimonie continua quindi a essere seguito con grande attenzione, in attesa dei prossimi sviluppi sia sul piano giudiziario sia su quello amministrativo.

Fonte: Ansa.it

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