5 Maggio 2023

“La Scintilla di Orléans”, in scena al Bolivar di Napoli

"La Scintilla di Orléans", spettacolo di e con Noemi Giulia Fabiano, andrà in scena al Teatro Bolivar di Napoli il 6 e il 7 maggio

Locandina ufficiale

"La Scintilla di Orléans"

“La Scintilla di Orléans”, spettacolo teatrale scritto e diretto da Noemi Giulia Fabiano, diretto da Nu’Tracks e prodotto da BisLuck, andrà in scena sabato 6 maggio alle ore 21 e domenica 7 maggio alle ore 19, presso il Teatro Bolivar di Napoli (Via Bartolomeo Caracciolo, 30).

A poco più di un anno dalla rappresentazione di “Lady Tourette”, pièce teatrale sulla sindrome di Tourette, la talentuosa attrice, drammaturga e regista, Noemi Giulia Fabiano, torna a riproporre la messa in scena di un testo scritto di proprio pungo. E non un testo qualsiasi, ma quello che l’ha resa autrice finalista alla biennale di Venezia 2021.

Un testo visionario, come tutti quelli usciti dalla mente della Fabiano – vulcano di progetti ambiziosi – che è solita sperimentare i mezzi espressivi teatrali tradizionali per creare prodotti originali e avanguardistici che pongono l’accento sulla funzione “sociale” del teatro, come arte che riflette e scandaglia la realtà, non come mero esercizio intellettualistico di “arte per l’arte”, bensì come lente di ingrandimento su idiosincrasie e aspetti insondati.

“La Scintilla di Orléans” è una rilettura della figura di Giovanna D’Arco, alla quale, forse, non è mai stata resa veramente giustizia in quanto essere umano dotato di capacità e volontà proprie. Ed ecco che nella rilettura made in Bisluck riscopriamo un ipotetico lato più umano e terreno della “Pulzella d’Orléans”, inedito rispetto all’immagine tramandataci dalla storiografia cristiana.

“La Scintilla di Orléans”: la voce degli ultimi si fa sentire

Non c’è modo migliore per spiegare l’intento di un’opera che attraverso le parole di chi l’ha concepita. Nelle note dell’autrice al testo, si legge:

«L’immagine di Giovanna D’Arco, patrona di Francia, è oggi associata a una santa, perché nell’opinione collettiva l’innocenza dettata dalla sua condizione (vergine, giovane, non istruita, di umilissime origini) la ergeva a candidata perfetta per interloquire col Divino. Ho scelto di occuparmi di una rilettura della sua storia, puntando su una visione più laica nella quale distinguere la contemporaneità della donna: Giovanna, rappresentante anonima degli svantaggiati sociali del 1400 non aveva alcun mezzo per uscire dalla sua condizione di miseria. Ha trovato, però, uno stratagemma: servirsi di un megafono per amplificare la sua voce, uno sponsor, qualcuno decisamente più in alto di lei: Dio. In questo modo, lei avrebbe ricevuto ascolto e avrebbe combattuto per una libertà più grande: non una libertà personale ma la libertà di Orléans, della Francia, dai suoi oppressori».

L’autrice, regista e attrice sottolinea anche il suo obiettivo: «Così, nell’intento di non ridurre questo sforzo ad una mera cronaca storica, ho cercato di offrire la mia via terza, un ventaglio di aneddoti che riportassero alla luce la sua persona, al di là del suo genere. Perché La Scintilla di Orléans? Per dire qualcosa mi piace partire da lontano e osare la distanza, affinché le parole permettano un cauto avvicinarsi».

E sul titolo aggiunge:

Per dire qualcosa mi piace partire da lontano e osare la distanza, affinché le parole permettano un cauto avvicinarsi. Comprendo la reticenza che si possa frapporre tra il lettore (voi) e il testo (me) leggendo nel 2023 un titolo desueto come “La Scintilla di Orléans” che ha quest’aura prepotente da rievocazione storica. Ebbene quello che mi ha spinto a scriverlo è un’urgenza umana, forte soprattutto per coloro che vivono in una condizione di svantaggio sociale, ovvero: farsi sentire. Non ha nulla a che vedere col Medioevo (o forse sì, in un certo senso), ma ha molto a che vedere con le scintille: bagliori luminosi che nel buio
possono riscaldare chi gli si avvicina. Partire da lontano, secondo il mio parere, uno dei modi che meglio mi consente di riflettere sulla vita, insieme all’ironia».

Prosegue:

«L’intento è porre il focus sulla sua motivazione e non sulla sua vocazione. Ecco perché gli avvenimenti sono offerti allo spettatore come un mosaico di frammenti: confessioni di coloro che sono stati animati dalla sua scintilla, e che nel seguirla trovano in essa la propria, genuina, motivazione. Giovanna condusse vittoriosamente a soli diciassette anni, senza nessuna esperienza militare, le truppe francesi durante la Campagna della Loira, seminando cinque vittorie in pochi giorni, a fronte di otto mesi di assedio inglese».

L’intervista esclusiva a Noemi Giulia Fabiano

Abbiamo chiesto all’autrice e regista, quando e come le sia venuta l’ispirazione per “La Scintilla di Orléans”:

«Il primo lampo mi è venuto durante un laboratorio: durante lo svolgimento di un esercizio fisico, ho sollevato un ragazzo e mi sono meravigliata, perché non credevo che io, così piccola, potessi avere tutta questa forza. Allora ho pensato a quante volte le donne siano state sottovalutate e mi è balenata per la mente la storia di Giovanna D’Arco, diciassettenne che, priva di qualsiasi esperienza, si è messa a capo di un esercito per liberare la Francia e seguire la voce di Dio, che le parla fin da bambina, spingendola fuori dalla vita ordinaria a cui era destinata».

Noemi Giulia Fabiano continua:

«E così ho abbracciato la causa di Giovanna D’Arco e ho iniziato ad immaginare tante scene collegate anche a una serie di problemi che attanagliano la nostra società. Ho studiato il periodo storico attraverso documentari, documenti vari e testi sulla sua vita (Barbero è stato immancabile) e dopo aver compreso a fondo il contesto, ho attualizzato il linguaggio e il pensiero (anche Shakespeare, d’altronde, nella sua tragedia “Giulio Cesare”, lo ha fatto). Mi sono divertita a fantasticare, quindi, sulla base di fonti storiche, che personalità avesse Giovanna, come vivesse e da cosa derivasse la sua influenza psicologica che l’ha portata a farsi seguire nella Campagna della Loira. I personaggi che stanno intorno a lei sono realmente esistiti, io ho fantasticato sul rapporto che potessero avere con lei. Ho modernizzato anche i costumi, ispirandomi allo steam punk. Ci sono diversi inserti tecnologici».

Per quanto riguarda, invece, il rapporto con il cristianesimo, la tua “rediviva” Giovanna è laica?

«Per me lei indubbiamente aveva un a fede e partecipava spiritualmente al credo cristiano. Non ne altero né rinnego, quindi, la religiosità, ma ho voluto offrire più punti di vista, non solo religiosi, lasciando allo spettatore la possibilità di farsi una propria idea. Santa o bugiarda? Se si leggono gli atti del processo di Giovanna D’arco, si nota la sua elevatissima capacità di controbattere, sebbene fosse analfabeta e piccola di età. Dunque, oltre alla fede, lei mostra una spiccata intelligenza. Dice anche che la spinta non le è venuta dall’alto, ma da dentro… chi dice che non possa essere così? Cosa vuol dire sentire Dio? E chi può stabilire con certezza se fosse la sua volontà o quella di Dio? I miei processi creativi sono andati in mille direzioni».

Noemi Giulia Fabiano interpreterà personalmente Giovanna D’Arco, ma accanto a lei ci sarà un numeroso cast di attori che, come ci ha tenuto a sottolineare, hanno creduto nel progetto permettendo che si concretizzasse e rendendolo un lavoro collettivo. A partire dai membri della compagnia BisLuck, fondata nel 2016 insieme a Flavio Visone, che hanno costituito parte del processo creativo, supportandola sin dalla fase di scrittura, ma anche le “new entry” e i personaggi minori che si sono impegnati con tutte le proprie forze affinché il testo passasse dal formato “pdf” a quello “3D”.

«È da agosto dell’anno scorso che proviamo, tempi lunghi rispetto a quelli “fast food” del sistema teatrale odierno, che a parer mio andrebbe ripensato, perché non permette agli attori di maturare un personaggio, lavoro che richiede tanto, invece. Tutti quelli che hanno realizzato questo spettacolo lo hanno voluto facendo grandi sacrifici… siamo dei pazzi».

Noemi Giulia Fabiano nei panni di Giovanna D’Arco – foto di Viviana D’Agnello

Questo fine settimana, “La Scintilla di Orléans” vi attende al Teatro Bolivar! I biglietti possono essere acquistati sul sito o direttamente al botteghino.

Credits:

La Scintilla di Orléans
di e con Noemi Giulia Fabiano

Con Francesco Barra, Roberta Caputo, Simona Carrino, Chiara Esposito, Andrea Grattagliano, Luca Grattagliano, Vincenzo Ioffredo, Diego Sommaripa

Luci di Serenella Coscione
Coreografie di Giulia Visone – GiuliArt Academy
Musiche originali di Stefano Gargiulo
Fotografie di Viviana D’Agnello

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