La commovente richiesta di un alunno sordo
Si ringrazia it.sports.yahoo.com per la foto.
La lettera contiene la commovente richiesta di un alunno sordo, ovvero, quella di continuare il proprio percorso scolastico con l’insegnante di sostegno Antonia Grande.
Il ragazzo si chiama Jacopo Garofalo, ed è un alunno napoletano dell’istituto tecnico economico (ITE) Antonio Serra.
La commovente richiesta di un alunno: la lettera scritta dal ragazzo
La lettera, indirizzata inizialmente a Il Mattino, arriva anche al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e al ministro dell’istruzione, Giuseppe Valditara, ma andiamo a leggerne le parole!
Gentile direttore, sono uno studente dell’istituto Antonio Serra di Napoli e sono un ragazzo sordo. Scrivo questa lettera perché ho deciso di far sentire nuovamente la mia voce dopo aver letto la storia di un ragazzo di Bari che, come me, si è rivolto alle più alte istituzioni dello Stato per chiedere di poter continuare il proprio percorso scolastico con la propria docente di sostegno.
Quando ho letto la storia, mi sono riconosciuto immediatamente in quella situazione. Anch’io ho una professoressa di sostegno che per me è diventata una figura fondamentale; Antonia Grande.
La prof Grande è assegnata alla mia classe da quattro anni. In tutto questo tempo ha imparato a conoscermi, a comprendere le mie esigenze e le difficoltà che vivo quotidianamente come studente sordo. In questi anni, grazie a lei, ho trovato stabilità, fiducia, sostegno e sicurezza.
Abbiamo costruito un rapporto importante, basato sulla conoscenza reciproca e sulla fiducia. Per questo motivo vorrei poter affrontare anche il mio ultimo anno di scuola insieme a lei.
Per me non è semplicemente una questione di preferenza. Per noi ragazzi con disabilità è fondamentale poter aver accanto una persona che ci conosca e ci accompagni per tutta la durata del percorso scolastico.
Quando un ragazzo con disabilità conosce una persona, soprattutto una docente di sostegno, con il tempo crea un rapporto di fiducia e impara a sentirsi sicuro con lei.
Cambiare docente ogni anno, invece, significa dover ricominciare tutto daccapo: conoscere una nuova persona, spiegare nuovamente le proprie esigenze, abituarsi a un nuovo modo di comunicare e ricostruire quel rapporto di fiducia che richiede tempo.
Per un ragazzo con disabilità questo cambiamento può essere molto negativo, perchè interrompe una continuità che è importante non solo dal punto di vista scolastico, ma anche umano e personale. È proprio per questo che combatto.
Ho scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al ministro dell’istruzione ,Giuseppe Valditara spiegando la mia situazione e chiedendo che venisse presa in considerazione la possibilità di garantire la continuità con la mia professoressa Antonia Grande. Ma, fino a oggi, non ho ricevuto una risposta concreta e non è stato fatto nulla per risolvere la mia situazione. Ed è proprio questo che mi ha spinto a scrivere nuovamente.
Ho letto la storia del ragazzo di Bari e ho visto che anche lui aveva deciso di rivolgersi al Presidente della Repubblica al ministro Valditara per una situazione simile.
La sua storia mi ha fatto pensare che forse anche la mia voce merita di essere ascoltata.
Fonte: Il Mattino
Questi erano alcuni estratti della lettera di Jacopo pubblicata su Il Mattino, e in essi, si può notare perfettamente il legame profondo che ha con la sua insegnante, ma anche la tenacia del suo coraggio nel non arrendersi ai primi ostacoli percorrendo a testa alta il suo obiettivo.
Bisogna riconoscere che non è da tutti rivolgersi ad istituzioni tanto importanti esprimendo la paura di perdere una persona diventata centrale nella propria vita, e quando a farlo è un ragazzo, forse è ancora più ammirabile. E non è da tutti nemmeno ritentare ancora che la tua richiesta non venga più ignorata.
La paura di Jacopo in merito alla separazione dalla sua amatissima insegnante, è dovuta al fatto che quest’ultima è diventata di ruolo in una scuola in provincia di Salerno, e questo imminente distacco, provocherebbe nel ragazzo un forte senso di smarrimento, motivo per cui ha deciso di rivolgersi persino alle più alte autorità, nella speranza che la sua voce sia finalmente ascoltata.
Chiaramente, ci auguriamo che la richiesta di Jacopo sia accolta al più presto, in modo che il ragazzo possa continuare ad avere accanto non solo una docente, ma anche una figura materna tra i banchi di scuola.
Siamo sempre abituati a pensare al rapporto docente-alunno come un’ obbligata convivenza intimidatoria nella stessa classe, e invece, Jacopo, con il suo affetto è riuscito a dimostrare che un’insegnante può diventare anche un porto sicuro nel quale sentirsi compresi e al riparo dalle proprie fragilità.
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