Janare e Benandanti al Cimitero delle Fontanelle



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Janare e Benandanti - Photo Pietro Avallone

“Janare e Benandanti” in scena al cimitero delle Fontanelle: racconti di folclore campano sulle bocche di demoni e Santi, per la drammaturgia e regia di Livia Bertè

Al cimitero delle Fontanelle, ieri, domenica 28 Giugno, l’ultima rappresentazione di “Janare e Benandanti”. Una visita- spettacolo curata da Ilaria Vitale, per la drammaturgia e regia di Livia Bertè. L’evento rientra nell’ambito dell’iniziativa “Fantasmi a Napoli:Virgilio Mago”, promossa e patrocinata dal Comune di Napoli.
“Janare e Benandanti” consta di due parti in continua comunicazione tra loro.
Una guida accoglie gli spettatori e li conduce nelle gallerie tufacee del cimitero, tra le file di teschi sistemate ai lati, spiegando loro le caratteristiche storico-artistiche del sito, il culto delle “anime pezzentelle” ed i riti legati al malocchio. Inoltre illustra dettagliatamente le figure delle Janare (nella credenza popolare beneventana una delle tante specie di streghe) e dei Benandanti (“buoni camminatori” che, nella tradizione popolare friulana, proteggevano i villaggi ed il raccolto dei campi dall’intervento malefico delle streghe).
Regolarmente la parte instradata viene intervallata dal secondo aspetto: la collaudata forma -per la Bertè– della pièce teatrale, sonda una magia intrisa di diverse culture. Un drammaturgico “viaggio nostrano” che rievocando riti ed usanze mostra cosa siano le streghe, temute ed allontanate, nonché i culti arcaici per allontanarle.
A dare un volto a tali ataviche fobie le attrici e coreografe Claudia Esposito, Luisa Leone, nonché la stessa Livia Bertè, che  in scena  rievocano antiche “credenze” spesso dimenticate, ma tipiche della nostra cultura.

 

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