Io sono Mia, share del 31% per il film con l’attrice napoletana Serena Rossi

Io sono Mia
Foto: Archivi ANSA

Grande successo per il film ” Io sono Mia “: il lungometraggio dedicato a Mia Martini è stato visto da più di sette milioni di telespettatori

“Danza sul velluto, sul cristallo del tuo tempo meno bello, e qualcuno con te” cantava Mia Martini nella sua “Danza”, contenuta nell’album omonimo del 1978. Forse, se qualcuno avesse veramente danzato con lei nel suo tempo meno bello, ieri sera sarebbe stata tra i sette milioni di telespettatori che hanno visto Io sono Mia, film televisivo trasmesso su RaiUno.

Il lungometraggio narra la storia di una delle più grandi cantanti italiane, tragicamente scomparsa nel 1995 per un arresto cardiaco. Emblematico l’inizio del film, che si apre due giorni prima della storica esibizione durante Sanremo 1989, in cui cantò il grande classico Almeno tu nell’Universo, e che segnò il suo ritorno nelle scene.

Qui vediamo una Mia Martini visibilmente provata, stanca, titubante. Dopo anni lontana dal palcoscenico, la cantante si trova ricatapultata in un mondo che le aveva donato gioie e successi, ma anche un immenso dolore.

Intervistata da una giornalista, con la quale presto instaurerà un rapporto di stima reciproca, Mia Martini racconta la sua carriera e la sua vita. Dagli esordi come cantante jazz allo strepitoso successo con Charles Aznavour all’Olympia di Parigi, dal grande amore della sua vita all’operazione alle corde vocali: nel film rivediamo tutte le tappe più importanti della sua storia.

Due le costanti nella sua vita: l’amore, un amore intenso, puro, forte, che la donna provava per la sua famiglia e per Andrea (un personaggio inventato, palesemente ispirato al vero amore della sua vita, Ivano Fossati), e l’invidia delle persone nei suoi confronti. Un’invidia crudele, senza scrupoli, da cui scaturirono le maldicenze secondo le quali lei portasse jella, che ebbero un’influenza estremamente negativa sul suo lavoro e sulla sua persona.

Io sono mia non è un film senza difetti: la caratterizzazione di alcuni personaggi è decisamente scarna (Alba, ad esempio, è un personaggio troppo perfetto per essere vero), e non sono infrequenti buchi nella sceneggiatura o scene non chiare o troppo veloci. E coloro che conoscono la biografia della cantautrice ed interprete calabrese, storceranno il naso con il personaggio di Andrea (ma Ivano Fossati ha esplicitamente chiesto di non essere nominato nel film).

Nonostante ciò, il lungometraggio centra il suo obiettivo: gli spettatori riescono a cogliere e, forse, a comprendere molte sfaccettature di un’artista immensa, una donna “troppo forte”, e per questo malvoluta da persone molto più deboli.

Protagonista del film, la splendida Serena Rossi, attrice napoletana che di gavetta ne ha fatta parecchia. Dagli esordi nella soap Un posto al sole, la Rossi ha recitato in altre fiction Rai e anche al Cinema: noto è il suo ruolo da protagonista del film/musical Ammore e Malavita dei Manetti Bros.

Ottima la sua prova attoriale nella parte di Mia Martini, della quale è riuscita a cogliere le sfumature, senza banalizzare le emozioni del personaggio, soprattutto durante il suo periodo più buio.

Il film in onda su RaiUno, diretto da Riccardo Donna, come dicevamo, ha ottenuto un enorme successo, registrando 7.7 milioni di telespettatori e il 31% di share: questa si potrebbe considerare una piccola rivalsa per la grande Mia, ingiustamente attaccata in vita ma fortunatamente elogiata ed amata dall’Italia intera dopo la sua morte.

“Danza sul velluto, sul cristallo del tuo tempo meno bello, e qualcuno con te”: non è mai troppo tardi per riscoprire una delle figure più interessanti e peculiari della musica italiana, danzando sulle note delle sue canzoni. Sperando che, da qualche parte, anche Mimì stia danzando, e che sia finalmente felice.