Incubo circumvesuviana: «Avevo conati di vomito»

Incubo circumvesuviana
Da tgcom24

La 24enne di Portici racconta l’incubo che ha vissuto in circumvesuviana: «Costretta a rapporti orali e anali. Avevo i conati di vomito»

«Mi ha spinta dentro l’ascensore, mi ha girata e mi ha slacciato i pantaloni» racconta Claudia, la ragazza di 24 anni vittima dello stupro nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano. L’incubo in cui è stata trascinata non è finito.

«Non riuscivo neanche a urlare. Ero paralizzata dalla paura – entra nei dettagli durante la trasmissione tv di La7 “L’aria che tira”. «All’inizio ero da sola con Sbrescia. Lui mi obbliga ad un rapporto orale, poi vuole averne uno anale». Gli altri due ragazzi subentrano quando l’ascensore si  ferma: «Erano già pronti appena si sono aperte le porte. Con i pantaloni abbassati ho iniziato a dire “basta”.  Avevo i conati di vomito, penso che Antonio (uno dei tre presunti aggressori) se ne sia accorto perché ha cambiato anche lui posizione».

Dopo aver raccontato cosa le è accaduto, la 24enne di Portici ammette di vivere nel terrore che possa accadere di nuovo.

«Dopo la scarcerazione anche del suo secondo aggressore, la ragazza aveva confessato di sentirsi profondamente sola e di aver avuto dubbi sulla scelta fatta di denunciare. Poi per fortuna non solo ha trovato la forza di reagire ma soprattutto ha espresso il desiderio di entrare in relazione con altre vittime per dare il suo aiuto ad altre donne. Abbiamo quindi deciso di invitarla a Palazzo Madama, nella sede della Commissione, per darle un segnale semplice e concreto di vicinanza – dichiara Valeria Valente, presidente della Commissione sul femminicidio. – Pensiamo che la lotta alla violenza si persegua ogni giorno, anche squarciando il silenzio e la solitudine che avvolge le vittime, che dobbiamo invece sostenere e incoraggiare a denunciare sempre. Nessuna donna deve più sentirsi sola di fronte alla violenza».

Fonte Il Mattino