6 Aprile 2020

Il 5G è davvero così pericoloso? Di cosa si tratta? E’ già in uso?

5g

Negli ultimi giorni è esplosa una nuova guerra social sull’uso del 5G e delle antenne installate sotto i nostri occhi mentre eravamo in casa, ma è davvero così preoccupante?

Il 5G è l’argomento principale degli ultimi giorni che ha superato addirittura il coronavirus perché nuovo e soggetto a teorie complottiste e dietrologie massoniche volte come sempre all’ormai ripetitivo “controllo sulle masse” in aggiunta alla causa principale dello sviluppo del coronavirus e dei tumori.

Bene, la lunga battaglia alle bufale ci invita a spiegare meglio di cosa stiamo parlando.

Cos’è il 5G?

Il 5G (5 Generation) è la tecnologia attualmente più avanzata per la rete mobile.

Attualmente infatti stiamo usando la 4G LTE.

E’ già stata testata ed è ancora in fase di test in alcune città d’Italia, compresa Napoli (RomaMilanoTorinoBologna) e sarà lanciata sul mercato quest’anno con lo scopo di liberare le vecchie bande.

Inoltre ci sarà una maggiore possibilità alla multiconnessione sempre più indispensabile nelle nostre case a causa di smartphone, pc ed elettrodomestici capaci di connettersi alla rete.

Come detto, la rete è già in fase di test e i primi risultati dimostrano una certa instabilità della connessione ma si tratta di accorgimenti che andranno man mano a riempire il gap per l’utilizzo sull’intero territorio italiano.

Come per le precedenti generazioni, in particolare il 4G, anche questa è soggetta a critiche dall’opinione pubblica che accusa questa tecnologia (e chi la metterà in uso), di condannare alla morte migliaia di persone che saranno vittime di virus, batteri e tumori (di tutto e di più).

Cosa cambierà?

Il 5G rispetto alle precedenti generazioni permetterà una maggiore velocità di trasmissione, una latenza (tempi di risposta al comando dei dispositivi) più rapida e la possibilità di connettere più dispositivi contemporaneamente senza interferenze.

La velocità di questa nuova generazione sarà di 10 Gigabit/s ma ciò che interesserà maggiormente sarà proprio la latenza che scenderà a 1-10 millisecondi, circa 10 volte meno degli attuali 50-100 millisecondi del 4G.

Questo significa anche che se questo lavoro è permesso al 5G gli hardware degli smartphone ad esempio saranno sollevati dall’incarico concedendo di fatto, maggior risparmio energetico e di conseguenza maggiore durata delle batterie.

Ci saranno effetti sulla salute dell’uomo e sugli animali?

In questi giorni leggiamo un panico immotivato condiviso come sempre tra video fake da youtube, pagine e siti su altri social che senza fondamenta scientifiche (anche quelle che confuterebbero il buon uso della tecnologia), martellano ininterrottamente gli utenti di notizie del tutto fasulle.
Questo perché al momento non ci sono dati che permettono di escludere o confermare che questa nuova tecnologia abbia effetti dannosi per la salute o meno (queste risposte non c’erano nemmeno per le tecnologie precedenti).

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Per confermare o meno la pericolosità di fatto, ci vorranno anni di studi e nel frattempo probabilmente, saremo già passati a demonizzare la tecnologia successiva.

Ciò che invece può rassicurare è che il 5G viaggerà sì su frequenze più elevate rispetto a 2G, 3G e 4G (e questo è uno degli elementi che spaventa) ma la rete di antenne, in realtà, utilizzerà segnali dotati di potenza inferiore.

Un po’ come avere una Ferrari e farla correre nei vicoli stretti di Napoli.

Inoltre resta fermo il fatto che, anche se a frequenze maggiori, la capacità di penetrazione di queste onde nei tessuti umani rimane sempre molto bassa e limitata agli strati superficiali della pelle, mancando anche l’energia necessaria per causare un danno al Dna.

Con una rete di questo genere, per la capillarità delle antenne del 5G, l’intensità dei segnali necessari e le frequenze utilizzate, viene da pensare a un’esposizione limitata e dagli effetti negativi paragonabili o addirittura inferiori a quelli derivanti dall’uso di tecnologie precedenti.

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