Giorno della Memoria: Liliana Segre e la testimonianza sull’orrore di Auschwitz
Birkenau
Giorno della Memoria: Liliana Segre e la testimonianza sull’orrore di Auschwitz – Oggi 27 gennaio ricorre la Giornata Mondiale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto. La giornata è stata proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a novembre del 2005 e istituita cinque anni prima dal nostro Paese con la legge del 20 luglio 2000, la n. 211. Si commemora il giorno in cui nel 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento e di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau.
Giorno della Memoria: Liliana Segre e la testimonianza sull’orrore di Auschwitz. Un invito a non dimenticare
Come sappiamo quel giorno di 81 anni fa veniva squarciato il velo sul periodo più tragico e oscuro della storia moderna. In occasione della ricorrenza, tante le iniziative su tutto il territorio italiano patrocinate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. “La lotta all’antisemitismo è, per questo Governo, un presupposto essenziale“. Questa l’affermazione del ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, assieme alla Presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, e il Coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo, Pasquale Angelosanto.
ll centro della cerimonia non ci sono però solo i discorsi formali, ma la presenza viva di Liliana Segre. La senatrice a vita, sopravvissuta all’inferno di Auschwitz e portatrice del numero 75190 tatuato sul braccio, continua a essere il punto di riferimento morale del Paese.
La sua missione è chiara: la memoria non deve essere un esercizio di storiografia rivolto esclusivamente al passato, ma un impegno quotidiano. Insieme a lei e al Capo dello Stato, quarantasette studenti da ogni parte d’Italia per testimoniare il successo dei cosiddetti “Viaggi della Memoria”. Questi giovani sono appena tornati da un percorso nei luoghi del dolore, visitando siti come il ghetto di Cracovia o il campo di Fossoli, nell’Emilia-Romagna. Tale luogo servì da transito verso i lager, i campi di concentramento e sterminio nazisti, per migliaia di deportati.
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