Fenomeno di Bullismo in crescita: arriva la denuncia di una madre
Un episodio di grave violenza giovanile ha scosso Foligno
fonte: pixabay

Fenomeno dibullismo in crescita: arriva la denuncia di una madre – Un episodio di grave violenza giovanile ha scosso la comunità di Foligno nei giorni scorsi. Purtroppo, una bambina di 11 anni sarebbe stata vittima di bullismo. Picchiata e aggredita da parte di un gruppo di coetanei durante una passeggiata in centro città. La vittima ha riportato ferite lievi, giudicate guaribili in sette giorni dai sanitari del pronto soccorso.
La vicenda ha avuto un grande impatto in tutta la comunità. Inoltre, la madre della vittima ha immediatamente denunciato sulle pagine del Corriere dell’Umbria e segnalato ai Carabinieri, che ora indagano sull’accaduto.
Fenomeno di bullismo in crescita: arriva la denuncia di una madre. Le indagini.
Secondo quanto raccontato, l’undicenne era uscita per una passeggiata insieme a un’amica, con l’intenzione di incontrare due coetanee in piazza San Domenico. Una volta giunta sul posto, l’avrebbero convinta a spostarsi in una zona più appartata. Qui un bambino del gruppo avrebbe chiesto più volte a un’altra ragazzina il permesso di picchiarla. Dopo varie insistenze, la bambina avrebbe acconsentito e il minore l’avrebbe spinta a terra.
L’aggressione, però, non si è fermata lì. L’undicenne è stata trascinata in un punto ancora più isolato da una coetanea e circondata da circa dieci ragazzi e ragazze. Alcuni avrebbero iniziato a riprendere la scena con il cellulare, ridendo. Ogni parola pronunciata dalla vittima sarebbe stata punita con uno schiaffo. Il momento più grave è arrivato quando una delle bambine le ha stretto il collo e l’ha scaraventata di nuovo a terra. Durante l’aggressione, il gruppo le avrebbe anche sottratto il telefono cellulare.
L’appello della madre:
La bambina, una volta tornata a casa, ha raccontato tutto ai genitori. La madre ha immediatamente denunciato l’accaduto, lanciando un forte appello:
«Mi rivolgo alla comunità, alle scuole, alle famiglie. Questo non è un semplice litigio tra ragazzini: è bullismo, è violenza, è sopraffazione. È il segnale che qualcosa si è rotto nei legami tra educazione, socialità e responsabilità. Chi ha ripreso? Chi ha riso? E chi ha guardato senza intervenire? Vorrei che si accendesse un riflettore, perché le istituzioni non minimizzino. Perché gli adulti parlino con i propri figli. E perché nessuna bambina debba sentirsi sola, umiliata o in pericolo, nel centro della propria città».
La vicenda ha suscitato perplessità e riacceso i riflettori sul fenomeno del bullismo e della violenza tra minori. Cresce l’esigenza di avviare una forte collaborazione tra famiglie, istituzioni e scuole e non sottovalutare il fenomeno.
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Fonte: Il fatto Vesuviano
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