Femminicidio Messina Sara Campanella: il dolore del fidanzato
La giovane studentessa universitaria è stata uccisa in strada. Il fidanzato affida il suo dolore ai social, mentre l'assassino è stato arrestato dopo un'imponente caccia all'uomo.
Credit Photo: profilo Facebook ufficiale Sara Campanella

Femminicidio Messina Sara Campanella – Il 31 marzo 2025, una tragedia ha sconvolto Messina. Sara Campanella, una giovane di 22 anni, è stata vittima di un femminicidio in pieno giorno. L’uomo ha colpito la giovane donna, accoltellandola in strada.
I medici non sono riusciti a salvare la giovane tirocinante universitaria. La ragazza è morta poco dopo essere stata trasportata d’urgenza all’ospedale.
Femminicidio Messina Sara Campanella: il messaggio sui social
Il suo fidanzato, residente a Palermo, ha affidato il suo dolore ai social con un commovente messaggio d’addio. “Ciao piccola mia, ti amerò per sempre“, ha scritto su Instagram, invitando tutti a tenersi stretti a chi si ama, ricordando che “la vita può cambiare in un batter d’occhio“.
Un altro passaggio del suo messaggio ha sottolineato l’importanza di vivere appieno ogni momento. Inoltre, scrive di amare senza riserve e promette che la memoria di Sara sarà sempre viva: “Porterò il tuo nome in alto, perché meriti giustizia“, ha concluso Antonino.
Dettagli della tragedia
La tragedia è avvenuta in viale Gazzi, di fronte allo stadio “Celeste”. Testimoni raccontano che Sara stava discutendo con il suo aggressore, un coetaneo con cui avrebbe avuto una relazione. La lite è degenerata, e l’uomo ha sferrato un colpo mortale alla giugulare della giovane. Sara, prima di essere uccisa, aveva inviato un vocale a un’amica, avvertendola che si sentiva seguita dal coetaneo. Le sue paure si sono purtroppo rivelate fondate.
Femminicidio di Sara: l’arresto dell’assassino
Le forze dell’ordine hanno arrestato Stefano Argentino, l’assassino e compagno di studi della vittima, poche ore dopo il delitto. Dopo aver accoltellato Sara, il giovane è fuggito, ma le forze dell’ordine lo hanno individuato grazie ai racconti dei testimoni e alle immagini di videosorveglianza.
Durante l’indagine, è emerso che Sara aveva subito atti di stalking da parte di Stefano per mesi, ma non aveva mai sporto denuncia. Il giovane non aveva accettato il rifiuto e continuava a seguirla, generando un senso di ansia e paura nella vittima.
Il caso richiama tristemente un altro femminicidio avvenuto nel 2020 a Messina, quando Lorena Quaranta, una studentessa di Medicina, fu uccisa dal fidanzato. Due omicidi, entrambi legati da una relazione violenta e da un contesto di stalking, che hanno scosso profondamente la comunità locale.
Dopo l’arresto dell’assassino, la città di Messina ha organizzato manifestazioni di protesta contro la violenza di genere e il crescente fenomeno dei femminicidi. La vicenda ha suscitato una forte mobilitazione pubblica, che ha portato a riflessioni sulla necessità di azioni concrete per prevenire simili tragedie.
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