9 Febbraio 2020

Fantasmi di Napoli: la storia di Maria d’Avalos

Fantasmi di Napoli

Amori proibiti e delitti passionali: scopriamo insieme la storia di uno dei più famosi fantasmi di Napoli, Maria d’Avalos

La storia di Maria d’Avalos, uno dei più conosciuti fantasmi di Napoli, inizia nel maggio del 1586. La principessa aragonese proprio in quel periodo convola a nozze, nella Chiesa di San Domenico Maggiore, con suo cugino Carlo Gesualdo, principe di Venosa.

Già due volte vedova, due figli avuti dai precedenti matrimoni, Maria appena 30enne non avrebbe avuto problemi ad assicurare un erede e la continuità del dominio spagnolo.

Non si trattò, quindi, di un matrimonio d’amore e, una volta che fu assicurata la successione, tra il principe Carlo e Maria iniziarono i problemi.

Carlo Gesualdo, oltre alla sua passione per la musica, era un uomo possessivo e ossessivo. Maria finì con lo stancarsene. Dopo mesi di corteggiamento, si innamorò di Fabrizio Carafa, duca d’Andria e conte di Ruvo.

La loro relazione durò due anni. Quando iniziarono a girare voci circa l’adulterio della principessa, quest’ultima si mostrò piuttosto risoluta a portare avanti il suo rapporto con Carafa nonostante tutto e tutti.

Lo zio di Carlo, Giulio, in precedenza respinto da Maria, preparò, però, una trappola ai due amanti. Il principe Carlo, che sarebbe dovuto essere impegnato in una battuta di caccia, li colse dunque in “flagranza di reato”.

I due amanti furono uccisi dai suoi sicari, mentre lui attendeva nella stanza accanto. L’indomani i corpi senza vita di Maria e Carafa furono mostrati al pubblico. La principessa era stata pugnalata più volte al ventre.

Leggenda vuole che, da allora, tra l’obelisco e il celebre Palazzo di Sangro dei Principi di  Sansevero, si sentano ancora riecheggiare le urla agghiaccianti di Maria d’Avalos.

C’è chi dice, inoltre, che nelle notti di luna piena sia possibile vedere una donna in veste da notte e capelli mossi che si  aggira nei vicoli della piazza di Napoli.

 

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