Emanuele Filiberto esilio dei Savoia: “Entravamo spesso in Italia”
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Il tema “Emanuele Filiberto esilio” è tornato al centro del dibattito dopo le dichiarazioni rilasciate dal Principe, il quale ha raccontato dei rientri in Italia durante il divieto costituzionale.
Si riapre così una pagina delicata della storia repubblicana italiana.
Il racconto di Gustav Thöni e l’episodio del 1974
A innescare la discussione è stato Gustav Thöni, leggenda dello sci alpino. Lo sportivo ha ricordato una visita ricevuta nel 1974 da Vittorio Emanuele di Savoia nel suo albergo di Trafoi, in territorio italiano.
Un fatto che, secondo la XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione, non avrebbe potuto verificarsi, poiché ai discendenti maschi dei Savoia era vietato l’ingresso e il soggiorno in Italia fino al 2002.
La conferma di Emanuele Filiberto sull’esilio
Interpellato sulla vicenda, Emanuele Filiberto non si è limitato a confermare l’episodio, ma ha ampliato il racconto. L’erede di Casa Savoia ha spiegato che gli ingressi in Italia durante l’esilio non furono casi isolati, ma avvennero più volte nel corso degli anni.
Secondo il Principe, si trattava di spostamenti brevi: pranzi a Torino, visite in Valle d’Aosta, soggiorni in Sardegna. Occasioni vissute come un modo per mantenere un legame con il Paese da cui la famiglia era stata formalmente esclusa.
“I carabinieri salutavano”: un esilio tollerato
Uno degli aspetti più sorprendenti del racconto riguarda i controlli. Emanuele Filiberto ha descritto un clima di tacita tolleranza, sostenendo che i passaggi al confine non avvenivano in modo clandestino. In più occasioni, ha raccontato, le forze dell’ordine erano consapevoli della presenza dei Savoia sul territorio italiano.
Un dettaglio che rafforza l’idea di un esilio progressivamente svuotato nella pratica, pur restando formalmente in vigore.
Emanuele Filiberto esilio: Il volo simbolico su Torino e Racconigi
Tra i ricordi più significativi, Emanuele Filiberto ha citato un volo privato partito da Ginevra, con Umberto II a bordo.
L’aereo sorvolò Torino e Racconigi senza mai atterrare. Un gesto carico di valore simbolico, che restituisce la dimensione emotiva dell’allontanamento forzato vissuto dall’ultimo re d’Italia.
Il nodo giuridico e la fine dell’esilio
Dal punto di vista legale, la norma era chiara e non prevedeva eccezioni. Tuttavia, solo nel 2002 il divieto venne abolito, permettendo il ritorno ufficiale dei Savoia in Italia.
Le parole di Emanuele Filiberto sull’esilio contribuiscono oggi a ridisegnare quella vicenda, mostrando la distanza tra la legge e la sua applicazione concreta.
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