Economia della Cultura: gli studiosi italiani di economia della cultura si confrontano al Sabato delle Idee

Economia della cultura

Il 28 novembre alle ore 10.30 si è tenuta presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli una tavola rotonda avente come tema portante la crescita del Mezzogiorno e dell’intero Paese a partire dallo sviluppo della cosiddetta Economia della cultura.

Economia della cultura è sinonimo di Cultura e creatività che si combinano in modi diversi a seconda delle condizioni storico-culturali dei vari Paesi, dando luogo a modelli differenti: da quelli in cui dominano gli aspetti tecnologici e le innovazioni tecniche, a paradigmi in cui prevalgono gli aspetti economici relativi allo sviluppo dei mercati e del business; altri ancora interessano gli aspetti giuridici e l’applicazione e sviluppo del copyright e gli aspetti culturali.

Il tutto, secondo la proposta didattica emersa durante il dibattimento vuole richiamare alla tradizione e alla qualità sociale per qualificare la cultura quale risorsa formidabile per promuovere un up grade economico a livello locale, la sfida è partire dal meridione, storicamente da sempre connesso a stereotipi di arretratezza economica e disagi sociali.

La chiave è puntare alla diversità culturale, la sola capace di attrarre forme di turismo culturale, primo ambito di applicazione dell’economia della cultura.
Questo il cuore pulsante di un interrogativo, alla base di un intero ciclo di studi, relativo alle discipline economiche, se sia possibile o meno un’economia della conoscenza.

L’incontro è stato promosso nell’ambito del progetto “Il sabato delle idee”, ambiziosa iniziativa ideata nel 2009 dall’Istituto SDN di Ricerca Diagnostica e Nucleare e dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli con l’obiettivo di far sorgere a Napoli nuovi spazi di discussione e di favorire la produzione di nuove idee proprio, partendo da Napoli e ha accolto i massimi studiosi nazionali del settore.

A discutere circa l’animata questione sono intervenuti: Marco Pagano, docente di Economia degli Intermediari Finanziari all’Università Federico II, che ha tra l’altro coordinato questa sessione di interventi; Enrico Eraldo Bertacchini, docente di Economia della cultura all’Università degli Studi di Torino; Alessio D’Auria, docente di Economia dei beni culturali all’Università Suor Orsola Benincasa, Armando Massarenti, direttore dell’inserto culturale “Il Sole 24 Ore Domenica” e Romilda Rizzo, docente di Scienza delle Finanze all’Università degli Studi di Catania.

Una discussione aperta a più voci, introdotta da Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e da Marco Salvatore, fondatore del Sabato delle Idee.

Ha aperto i lavori Paolo Ricci, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, seguito da Massimo Marrelli, professore emerito di Scienza delle Finanze all’Università Federico II, presidente della Fondazione Castel Capuano e coordinatore scientifico di questa tappa de “Il Sabato delle Idee” che ha così esposto alla platea:

<<Il binomio cultura-economia è stato considerato dall’ortodossia accademica con sospetto fino a qualche decennio fa. Giocavano a suo sfavore l’idea che il prezzo o il denaro rappresentassero uno svilimento della cultura oppure, tra i più avveduti, che il paradigma analitico della nuova disciplina fosse ancora scientificamente inadeguato. Quarant’anni di studi e ricerche sull’economia dell’arte e della cultura hanno ribaltato tale giudizio negativo accrescendo la conoscenza di un fenomeno, la cultura, assolutamente pervasivo di ogni attività umana. In questi anni, però, si è dimostrato che esiste una connessione tra l’ambiente culturale in cui si manifestano le attività economiche e gli effetti economici stessi>>

Ad impreziosire l’evento, la presenza del consigliere per la cultura della Presidenza della Regione Campania Sebastiano Maffettone, al quale sono state esposte “le nuove idee”. Maffettone ha dichiarato di aver ascoltato e di avere preso a cuore le criticità emerse, promettendo una possibile futura implementazione di esse.

Al termine dei dibattimenti, è stato possibile effettuare una visita guidata all’interno della Mostra “Le Cattedrali dell’effimero” – Il dopo Expo: viaggio bibliografico, iconografico e documentario attraverso le grandi esposizioni, a cura delle dott.sse B. Costantino e M. D’Agostino della Biblioteca “Anna Caputi” dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Una raccolta di stampe, modellini in scala e riproduzioni, allestita con lo scopo di riflettere sul destino delle grandi esposizioni che hanno spesso vita brevissima, lunga solo sei mesi, in media.
Strutture, appunto effimere, realizzate appositamente per le grandi occasioni universali, prima fra tutte quella organizzata a Londra nel 1851 in occasione della primissima esposizione mondiale di tutti i tempi, seguita poi da quella parigina.

La mattinata si è rivelata un successo, soprattutto per Il Sabato delle Idee, giunto alla sua 2° edizione e che ha raggiunto tra l’altro l’allargamento di partner che hanno aderito all’iniziativa, segno di come a Napoli vi siano tante realtà scientifiche e culturali che hanno la passione e la volontà di impegnarsi nel rilancio della città.

L’obiettivo primario è quello che la rete delle eccellenze campane che sono in partnership, possano promuovere con costanza la partecipazione ragionata e la realizzazione di progetti concreti, volti a mirare lo sviluppo di Napoli e del Mezzogiorno contro l’indifferenza, la rassegnazione ed il pessimismo di un radicato stato di disoccupazione e di nevrosi statica di idee.