Duca Savino: “L’arte è la mia unica cura”

Duca Savino

Luca Savino, in arte Duca Savino, è un pittore. “Spesso mi capita di essere in un particolare stato d’animo, l’arte è l’unica cosa che riesce a calmarmi”

Immagina di essere per le strade di Napoli, fermarti davanti a un dipinto ed esserne colpito. Immagina che il mondo all’esterno, per un attimo, avesse smesso di correre. Molti chiamano questa sensazione “sindrome di Stendhal”, io semplicemente evito di darle un nome.

Esiste un’ irripetibile unicità in ogni persona e la sua emozionalità nei confronti di un artista non può essere canonizzata. Prova ad immaginarla.

Non ci riesci? La giornata ti ha sfinito e ora sei troppo stanco?

Tranquillo, te la racconterò io.

Duca Savino è un giovane artista che ad un certo punto della sua vita si è fermato.

Arrivò un periodo in cui decisi che stavo facendo troppe cose. L’università,pizzaiolo, gli spettacoli per il circo. Così decisi di scegliere tra razionalità e cuore. La fisica è razionalità pura, il teatro è cuore. Scelsi il teatro è andò malissimo. Continuavo a dirmi che non stavo facendo la cosa giusta.

Il quel periodo Luca dipingeva per se stesso e non gli passava per la mente di guadagnare con la sua arte. Ma doveva pur guadagnare per vivere.

Ho fatto il cameriere, due mesi in Svizzera e due mesi in Francia. Poi sono ritornato in Spagna. Però non riuscivo a fare niente. Dipingevo solo per me. Allora ho deciso, mi sono detto basta, facciamo diventare questa l’unica cosa che voglio fare. Non è una cosa razionale il “cosa voglio”, non lo puoi decidere. Lo fai e basta.

Così Luca ha iniziato a dipingere per vivere. Alle gallerie d’arte preferisce le strade e in via Benedetto Croce, in prossimità di piazza San Domenico Maggiore, ho potuto fare la sua conoscenza. Duca Savino dipinge con quattro stili diversi, ognuno legato ad un particolare stato d’animo. Quando è felice preferisce l’acquarello che corre via senza razionalità mentre quando è un po’ triste usa una tecnica davvero particolare.

L’incisione su foglio d’oro

Tra le quattro tecniche è la più apprezzata. Gli è stata insegnata dal suo maestro e nessun altro al mondo è capace di replicarla. Luca ha cercatoincisione-su-foglio-doro in diversi luoghi un artista che fosse in grado di adottare la stessa tecnica ma senza risultato.

Alla mia domanda:  “Quando è nata in te la passione di dipingere?” Lui ha risposto:

“La passione non nasce ad un certo punto. Ce l’hai sempre avuta. Fai una cosa e vedi che piace, così continui a farla.”

Da piccolo Luca, dipingeva magliette. Quando iniziava un nuovo lavoro indossava un cappello. Così entrava nel suo mondo. Oggi Luca mi ha confessato che ancora usa una tecnica simile, ormai non usa più  un cappello di paglia ma un cappuccio o degli auricolari per ricreare quel mondo e sbattere tutte le emozioni sulla tela.

Spesso mi capita di essere in un particolare stato d’animo, cominciano a venirmi tanti tic. Lascio tutto e corro a casa  per dipingere.L’arte è l’unica cosa che riesce a calmarmi. Così scompaiono tutti i tic.

C’è una certa medicina nell’Arte, l’unica che a quanto pare Luca conosce.

Guarda questo dipinto e immagina di cosa è capace.

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Io la mia idea già me la sono fatta, e tu?

Intervista e articolo a cura di Raffaele Iorio