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Don Antonio Carbone: “la violenza chiama violenza”

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Updated on 26 July 2021 21:22

Don Antonio Carbone indirizza una lettera al ragazzo gambizzato nei giorni scorsi a Torre Annunziata. Afferma: “la violenza chiama violenza

Don Antonio Carbone, rettore dei Salesiani – struttura che ha ospitato nel 2011 anche Francesco- pubblica una lettera indirizzata al ragazzo sulla sua pagina Facebook.

Il riferimento è all’episodio che ha avuto luogo nella notte tra il 25 e il 26 agosto, che ha visto coinvolto il giovane 24enne Francesco, colpito da 5 spari alle gambe.

Riportiamo di seguito le parole di Don Antonio:

Caro Francesco, sto pensando a te da questa mattina, da quando ho saputo che il giovane gambizzato a Piazza Santa Teresa ieri sera eri tu. Sento il bisogno, prima di andare a letto, di scrivere questa “lettera”, spero che avrai modo di leggerla dal letto dell’ospedale.
Le nostre storie si sono incrociate per qualche mese nel 2011, quando sei stato accompagnato dalla Polizia in comunità. Forse sei stato il primo “paesano” accolto in comunità in misura cautelare. Sei cresciuto, nel quartiere dove sono cresciuto anche io, un quartiere esplosivo, lo dice il nome: provolera, con un papà lontano da casa e con una mamma che faceva tutto quello che poteva per voi figli. Ricordo le tue paure, le tue fragilità e la tua ribellione a vivere in un contesto comunitario… poi gli incontri in carcere… e qualche volta per strada, a Torre.
Ieri sera rischiavamo di incontrarci in piazza, ero passato con la macchina mezz’ora prima dell’agguato, riaccompagnavo a casa proprio lì, dopo aver scambiato due chiacchiere ai “giardinetti” due ragazzi passati anche loro, come te, per la comunità.
Ora lavorano, si sono affittati una casa e aiutano economicamente le loro famiglie.
Quell’incontro con te poteva costarmi caro forse, o poteva trattenere il grilletto di chi ha sparato. La storia di questi giorni della nostra Città continua a dirci che il fuoco non si spegne con il fuoco, il male non si sconfigge con il male, la violenza chiama la violenza, la vendetta è assetata di vendetta.
Vorrei credere che sei stato ferito per sbaglio, che quei 5 colpi di pistola non erano indirizzati a te, vorrei saperti vittima innocente di un attentato di camorra. Non pretendevo di dirti niente di nuovo, Forse sarò stato ingenuo e patetico, forse posso sembrarti scoraggiato e rassegnato, invece mi sento un sognatore .. .
Nel cuore di ogni uomo, anche di chi si è macchiato dei delitti più atroci, c’è una scintilla di Dio che nessuno potrà spegnere. Una scintilla che potrebbe divampare, diventare fuoco che illumina e riscalda.
Nessuno è perduto per sempre. Ma vogliati bene, vogliamoci bene. Non continuiamo a farci del male.

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