12 Febbraio 2026

Delitto di Anguillara: Carlomagno aveva un complice

Carlomagno avrebbe ucciso la moglie al termine di un piano già premeditato, avvalendosi dell'aiuto di "terze persone"

pexels

delitto di Anguillara

DELITTO DI ANGUILLARA-La Procura di Civitavecchia ha compiuto una svolta nelle indagini sull’omicidio di Federica Torzullo. Secondo gli inquirenti, infatti, il marito della vittima, Claudio Carlomagno, non avrebbe agito d’impulso ma avrebbe premeditato l’omicidio. L’omicidio sarebbe il frutto di un piano premeditato con l’aiuto di almeno un complice, di cui ora si sta cercando l’identità.

Le ricostruzioni investigative emergenti raccontano che nei giorni precedenti al delitto Federica e Carlomagno stavano attraversando una severa crisi coniugale. I due erano in fase di separazione consensuale con l’obiettivo di trasferirsi in abitazioni diverse insieme al figlio di 9 anni. Secondo gli inquirenti questo avrebbe rappresentato il momento in cui Carlomagno avrebbe deciso di “eliminare” la moglie, maturando un piano criminoso attento e organizzato. L’accelerazione verso l’omicidio, stando alle ipotesi investigative, si sarebbe registrata nel periodo festivo di fine anno, quando Federica, esausta per l’atteggiamento ostile del marito e stanca del loro rapporto, gli avrebbe comunicato che dopo le feste ciascuno doveva andare a vivere per proprio conto. Da qui la decisione, secondo la Procura, di compiere il gesto estremo.

Delitto di Anguillara: gli elementi che avvalorano la tesi

Un elemento che ha spinto gli investigatori ad approfondire l’ipotesi di premeditazione è la complessità della pulizia della scena del crimine e dello smaltimento del corpo. Tali operazioni sono difficili da portare a termine in poco tempo senza un aiuto esterno. La famiglia di Federica ha infatti sollevato dubbi sulla versione del marito, ritenendo improbabile che egli da solo potesse svolgere tutte le azioni necessarie alla soppressione e alla dispersione del cadavere dispersione.

Le ricerche del possibile secondo uomo coinvolto sono ancora in corso. Gli inquirenti stanno analizzando elementi tecnici come i dati del GPS dell’auto di Carlomagno e altre tracce ematiche rinvenute nell’abitazione. Parallelamente, la sorella della vittima ha richiesto un confronto diretto con Carlomagno per chiarire punti oscuri della sua confessione.

Questa nuova strategia investigativa segna un’inversione di rotta rispetto alle prime fasi delle indagini, in cui si era ipotizzato un femminicidio scatenato da un raptus di gelosia o dalla paura di perdere il figlio. Oggi, invece, gli elementi raccolti indicherebbero una volontà più fredda e pianificata.

FONTE: Zazoom.it,

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Boss Vincenzo D’Alessandro poeta: dal 41bis pubblica una raccolta di versi