De Magistris: “Tra me e Saviano non è un duello, a Napoli la fine della camorra è vicina”



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In una lunga intervista rilasciata a Rtl 102.5, Luigi de Magistris è tornato a parlare dei temi più caldi che negli ultimi giorni hanno animato la polemica tra il primo cittadino e Roberto Saviano.


Intervistato in radio, ai microfoni di Rtl, il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris ha provato a porre fine alle polemiche con lo scrittore Roberto Saviano che hanno tenuto banco nei giorni scorsi: “Su Saviano non ci ritornerei, quello che dovevo dire l’ho detto”, ha dichiarato.

Ha poi aggiunto: “Io sono una persona intellettualmente onesta che sottolinea le cose che non vanno, ma che sottolinea anche le cose che vanno e, soprattutto, vede il cambiamento che è in atto progressivamente nella nostra città.”

“Quando uno ama profondamente la propria città – ha aggiunto- e ci lavora h24 senza risparmiarsi mai ha quel senso di giustizia che lo porta a replicare quando si vede descritto un fatto non vero. Io son d’accordo che non bisogna continuare a fare polemica, altrimenti sembra che diventi un duello, e non è questo il tema”.

Il punto sul quale de Magistris maggiormente si concentra riguarda il modo attraverso il quale viene spesso raccontato un fenomeno così complesso come la camorra: “Io penso che, in particolare quando si parla della questione mafia, bisogna avere molta competenza e bisogna conoscere davvero bene i fenomeni.”

“Io sono perché si parli e non si taccia, però siccome quando si parla di temi così delicati le parole sono pesanti, bisogna dire la verità o provare a dirla fino in fondo. Perché per la città di Napoli, ad esempio, se tu racconti solo il fatto negativo che oggettivamente c’è, ma non racconti progressivamente i fatti positivi, anche nella lotta alla camorra, alle mafie, all’infiltrazione alla politica, non dai l’alternativa alle persone. Se racconti invece tutto quel che accade fai un’operazione straordinaria, perché consenti alle persone disorientate di scegliere, che possono sapere che c’è la cosa negativa, ma si può costruire anche il cambiamento“.

Il primo cittadino ha poi concluso la sua intervista ricordando non solo il suo personale impegno nella lotta alle mafie, ma auspicando che Napoli possa, su questo punto, vincere la sua personale battaglia: “Io la penso come Giovanni Falcone, le mafie sono un fatto umano: hanno avuto un inizio e avranno anche una fine. Per come stiamo affrontando a Napoli, soprattutto i rapporti tra mafia e istituzioni e mafia e politica, le assicuro che la fine della camorra è sempre più vicina


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