5 Marzo 2021

Covid-19, due importanti nuove scoperte sul virus che ha messo in ginocchio il mondo

stato di emergenza

Covid-19, due importanti nuove scoperte sulla diagnosi precoce per capire quanto può essere contagioso un positivo

Ad un anno esatto dal Covid-19 si fanno avanti nuove e interessanti scoperte in merito a questa pandemia che ha messo in ginocchio il mondo intero e non si arresta a fermarsi. Ad oggi, però, grazie ai passi che sono stati fatti fortunatamente in avanti, è possibile sapere quanto una persona può essere contagiosa per l’altro e se e fino a quanto potrebbe aggravarsi (un elemento fondamentale da conoscere per prevenire il peggio, insomma, e per diminuire la mortalità da Covid).

La prima scoperta è stata pubblicata sulla rivista Diagnostics da Ettore Capoluongo e Massimo Zollo, dell’Università Federico II di Napoli e principal investigator del Ceinge. Il risultato apre la strada al primo kit per misurare la carica virale, ossia il numero di copie del materiale genetico del virus in un millilitro di materiale biologico prelevato con il tampone. Le spie molecolari della capacità del virus di moltiplicarsi si chiamano sgN e sgE e sono una sorta di registi del processo di replicazione del virus. Ciò potrebbe rivelarsi utile anche nelle strategie vaccinali. Il test capace di rilevarlo è pronto e coperto da brevetto e sarà presto disponibile all’interno delle cliniche interessate.

La seconda scoperta, che permette di prevedere se la malattia avrà un decorso grave analizzando un campione di sangue, è pubblicata su Scientific Reports dal gruppo del Ceinge guidato da Margherita Ruoppolo e Giuseppe Castaldo, dell’Università Federico II di Napoli. La spia che si cerca nel sangue è la famiglia di molecole chiamate ceramidi.
“E possibile pensare di poter utilizzare tali marcatori per valutare l’efficacia del trattamento terapeutico dell’infezione da coronavirus in pazienti affetti da una forma grave”, osserva Margherita Ruoppolo dell’Università di Napoli.

 “Per le varie applicazioni cliniche di questo test – afferma – abbiamo depositato l’idea e siamo in attesa del brevetto definitivo”. Per il presidente del Ceinge, Pietro Forestieri, le due ricerche sono “tra i più interessanti risultati ottenuti” dalla Task Force Covid-19 del Ceinge che “da mesi, grazie a finanziamenti regionali, lavora su tre fronti: genetica, diagnosi e terapia. Ci auguriamo – conclude – di poter contare su ulteriori finanziamenti per portare a termine ulteriori ricerche estremamente promettenti”.

Potrebbe interessarti anche: IL VACCINO ASTRAZENECA E I SUOI EFFETTI COLLATERALI. ECCO COSA E’ SUCCESSO A CHI LO HANNO SOMMINISTRATO 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.