Condanna Ciro Grillo motivazioni: “Violenza di gruppo e vittima attendibile”
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Sono state depositate le 72 pagine di motivazioni con cui il Tribunale di Tempio Pausania ha spiegato la condanna di Ciro Grillo e dei suoi amici Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia. Il gruppo è accusato di violenza sessuale di gruppo.
I fatti risalgono alla notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 e sarebbero avvenuti nella villetta di Porto Cervo appartenente alla famiglia Grillo.
Il collegio giudicante ha inflitto otto anni di reclusione a Grillo, Capitta e Lauria. Ha inoltre condannato Corsiglia a sei anni e sei mesi.
Condanna Ciro Grillo motivazioni: “Vittima pienamente attendibile” secondo i giudici
Uno degli elementi centrali della sentenza riguarda l’attendibilità della persona offesa, una studentessa italo-norvegese che all’epoca dei fatti aveva 19 anni. I giudici sottolineano come la ragazza non abbia mai modificato la propria versione, fornendo un racconto coerente, privo di intenti vendicativi o esagerazioni.
Le sue dichiarazioni sono state ritenute credibili anche grazie ai numerosi riscontri. Tra questi: le confidenze fatte subito dopo i fatti ad amici e familiari, lo stato di forte turbamento emotivo e gli accertamenti medici successivi.
Alcol, minorata difesa e assenza di consenso
Nelle motivazioni si evidenzia come l’assunzione forzata di alcol abbia posto la vittima in una condizione di inferiorità fisica e psicologica, tale da impedirle di reagire. Secondo il tribunale, questa situazione esclude qualsiasi ipotesi di consenso.
I giudici chiariscono che, ai fini del reato di violenza sessuale, non è necessario annullare totalmente la volontà della vittima. Infatti, è sufficiente che la libertà di autodeterminazione sia stata compromessa, configurando un consenso solo apparente e dunque non valido.
Condanna Ciro Grillo motivazioni: un “clima predatorio” e una condotta brutale
La sentenza descrive quanto accaduto come il risultato di un contesto predatorio e prevaricatorio, in cui il gruppo avrebbe agito in modo coeso e consapevole, ignorando deliberatamente lo stato di fragilità della ragazza.
Viene inoltre richiamato un secondo episodio di violenza sessuale, relativo alle foto scattate a un’amica della vittima mentre dormiva. I giudici hanno ritenuto tali immagini un atto di dominio e umiliazione e non uno scherzo come sostenuto dalla difesa.
Le attenuanti e i prossimi sviluppi
Pur riconoscendo la gravità dei fatti, il tribunale ha concesso agli imputati le attenuanti generiche, legate alla giovane età e all’assenza di precedenti penali, ritenendole equivalenti alle aggravanti contestate.
Gli avvocati difensori hanno annunciato il ricorso in appello, mentre la sentenza di primo grado rappresenta un passaggio cruciale in uno dei processi più discussi degli ultimi anni.
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