Cisl, rinviata a giudizio Lina Lucci

Lucci

Cisl, rinviata a giudizio Lina Lucci. L’ex Segretaria Campania si dichiara delusa per il comportamento calunnioso nei suoi confronti

Lina Lucci, ex Segretaria Generale della CISL Campania, ha affidato ad un comunicato ANSA la notizia del suo rinvio a giudizio. La sindacalista dichiara: “Affronterò il giudizio con la serenità di chi è certo di non aver commesso alcun reato, senza celare la profonda amarezza, il dolore e la delusione per il comportamento spregiudicato e calunnioso di chi mi ha voluto trascinare, per ben altri interessi, in questa vicenda surreale.”

Poi aggiunge: “mi viene contestata una presunta violazione del regolamento economico interno“.

I fatti

La Procura di Napoli, con la conclusione delle indagini, ha ipotizzato il reato di appropriazione indebita. L’avviso di conclusione indagini venne notificato anche a Salvatore Denza, all’epoca funzionario amministrativo dell’organizzazione sindacale.

La dichiarazione

La Lucci alle accuse risponde “In questi lunghi 18 mesi ho avuto modo di rappresentare la mia posizione e come ho detto dal primo momento non ho nulla da temere perché non mi sono appropriata indebitamente di alcuna somma e  nessun atto  fa emergere elementi che provino il contrario.

Inoltre aggiunge un dato che definisce “incontrovertibile”: “chi mi ha accusato oggi si trova a giudizio, su proposta del PM, per fatti ben più gravi. Le indagini hanno fatto emergere a carico di questo soggetto cose molto inquietanti che certamente lasceranno il segno”, poi sottolinea che non abbasserà la guardia e dichiara: “Il rinvio a giudizio forse è un atto dovuto per il PM poiché mi viene contestata  una presunta violazione del regolamento economico interno. Niente ruberie, niente ristrutturazioni, niente regali impropri, nessuna consulenza a terzi. Niente di niente, questi sono i fatti, se non una violazione del regolamento interno.

La questione è inerente la fruizione, come dirigente CISL, di un appartamento che come dichiara l’ex Segretaria “la stessa confederazione mi aveva concesso come benefit, come consuetudine della CISL.  Con modalità del tutto identiche a quelle operate dalla stessa Furlan e dai componenti della  segreteria confederale.

Sulla vicenda l’ex sindacalista afferma che quanto accaduto è “raccapricciante, ma me ne faccio una ragione” aggiungendo ” ho messo le mani su cose che non dovevo vedere. Rivendico con orgoglio il lavoro fatto nel sindacato e le lotte per la difesa dei diritti di mille come di un solo lavoratore. Non mi darò per vinta fino a quando i lavoratori stessi comprenderanno a quale congiura sono stata sottoposta e non aspetterò  certo il giudizio per continuare la mia battaglia di verità. Il sindacato è  una cosa seria, la CISL è sana ma vanno isolati quei “criminali” che per interessi personali  fanno  perdere di credibilità all’intera organizzazione.