Casertano, vince la causa di lavoro contro il supermercato ma è del clan
Una donna è stata costretta a rinunciare al risarcimento legittimo di 80mila euro a seguito di minacce
Fonte: immagine gratuita Pixabay
SUPERMERCATO CLAN CASERTANO – Un caso emblematico di come la pressione della criminalità organizzata possa annullare i diritti dei lavoratori. A San Marcellino, una donna è stata costretta a rinunciare a un risarcimento legittimo di 80.000 euro ottenuto dopo una causa di lavoro.
Il motivo? L’attività commerciale per cui lavorava era riconducibile a un potente clan locale, che ha utilizzato minacce e intimidazioni per evitare il pagamento.
Supermercato nelle mani del clan nel casertano: la vicenda
La vittima, ex dipendente del Jolly Market, aveva intrapreso nel 2023 un’azione legale per ottenere il riconoscimento di spettanze non versate e irregolarità contrattuali. Nonostante la sentenza favorevole del tribunale, che aveva condannato l’azienda al pagamento di una cifra vicina agli 80mila euro, la donna non ha mai visto un centesimo.
Secondo quanto emerso dalle indagini della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia), la gestione dell’esercizio commerciale era sotto il controllo indiretto di esponenti malavitosi, in particolare del clan Zagaria. Una volta emessa la sentenza, hanno “convinto” con metodi violenti a firmare una rinuncia formale al credito.
L’intervento della Magistratura e gli arresti
Il caso è emerso all’interno di una più ampia operazione contro la criminalità organizzata a Napoli, che ha portato a diversi arresti. Le intercettazioni e le testimonianze hanno confermato come la rinuncia forzata a quella somma non fosse un caso isolato, ma una prassi per mantenere il controllo totale sui costi di gestione delle attività del clan.
Fonte: Fanpage.it
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