11 Febbraio 2026

Caivano: 32 lavoratori a rischio licenziamento, indetto sciopero

Caivano: 32 lavoratori a rischio licenziamento, indetto sciopero

Caivano: 32 lavoratori a rischio licenziamento, indetto sciopero – Giornata di forte tensione nello stabilimento Harmont & Blaine di Caivano. Qui ieri i lavoratori hanno incrociato le braccia per 24 ore. Lo sciopero è stato indetto da Filctem-Cgil e Femca-Cisl in risposta all’avvio di una procedura che prevede il licenziamento di 32 dipendenti su un totale di 129 addetti.

Protesta Harmont & Blaine di Caivano

Alla base della protesta, ci sarebbe l’assenza di un confronto preventivo con le rappresentanze dei lavoratori. Una modalità giudicata inaccettabile, come sottolinea Andrea Pastore, della segreteria regionale Filctem Campania. Una scelta aziendale “anomala” e riconducibile a una strategia di riduzione del costo del lavoro. 

Sindacati e Rsu accusano l’azienda di trasferire sui dipendenti le conseguenze di scelte industriali sbagliate. Motivo per il quale chiedono il ritiro immediato della procedura ed anche l’avvio di un confronto vincolante per garantire la salvaguardia dell’occupazione. In assenza di segnali concreti, avvertono, la mobilitazione potrebbe proseguire e intensificarsi.

Caivano: 32 lavoratori a rischio licenziamento, indetto sciopero Harmont & Blaine

Harmont & Blaine inoltre ribadisce la disponibilità a un dialogo volto a limitare l’impatto sociale del provvedimento. L’azienda richiama il difficile contesto del settore tessile-abbigliamento in Italia. Quest’ultimo è ormai caratterizzato da una crisi strutturale dovuta alla contrazione delle vendite, alla pressione competitiva dei mercati asiatici e al progressivo indebolimento del potere d’acquisto dei consumatori.

La società spiega inoltre che, tra il 2023 e il 2025, ha messo in campo diversi tentativi per riportare fatturato e volumi produttivi ai livelli precedenti alla pandemia, tuttavia senza però raggiungere i risultati sperati. Il piano industriale per il 2026, viene evidenziato, punta ora a rafforzare la competitività. Il tutto attraverso interventi mirati su rete retail, logistica, sviluppo delle collezioni e riorganizzazione del lavoro. In questo nuovo assetto, sarebbero state individuate 32 posizioni non più compatibili con il modello organizzativo previsto per il sito di Caivano.

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