Bimba sbranata da Pitbull ad Acerra, avviate analisi del DNA
I tamponi saranno utili ad accertare la compatibilità dei morsi di Tyson sul corpo della piccola. Avviata la Perizia anche sui cellulari dei genitori
Fonte: Pixabay
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BIMBA SBRANATA DA PITBULL ACERRA – Sono partiti ufficialmente gli accertamenti sul Dna per la vicenda della bimba di 9 mesi ad Acerra. La piccola è deceduta nella notte tra il 15 e il 16 febbraio, sbranata da Tyson, il pitbull di famiglia.
Sul corpo della vittima, gli inquirenti hanno trovato segni compatibili con morsi di cane. Indagato il padre per omicidio colposo. L’uomo non avrebbe vigilato sull’animale in quanto, secondo il suo racconto, si sarebbe addormentato sul letto matrimoniale insieme alla bimba. Al suo risveglio, circa un’ora dopo, avrebbe trovato la piccola ferita al volto e agonizzante.
Le indagini sono in capo alla Procura di Nola e affidate ai poliziotti del commissariato di Acerra.
Bimba sbranata dal Pitbull ad Acerra: il confronto del DNA
Come detto in precedenza, gli inquirenti hanno avviato le analisi del DNA. Analizzato il materiale genetico ricavato tramite tamponi sul corpo della piccola e sul cane. I rilevamenti saranno fondamentali per accertare che i morsi siano riconducibili al Pitbull.
Nell’abitazione era presente anche un altro cane – un meticcio – su cui sono state trovate delle tracce di sangue “da imbrattamento”. Al contrario non c’erano tracce evidenti di morsi nella bocca di Tyson, ma questo potrebbe spiegarsi col tempo trascorso prima del controllo.
Eseguiti anche gli esami sulle feci dei due cani, che però ancora non sono pronti. Affidati i due animali temporaneamente ad un canile convenzionato con l’Asl Napoli 2.
Perizia sui cellulari dei genitori
Gli inquirenti hanno anche avviato le perizie sui cellulari dei due genitori; il padre, barista di 25 anni, e la madre, anche lei giovanissima.
La donna, quella sera, stava lavorando in pizzeria. Il padre, invece, era rientrato dal turno, che lo aveva tenuto fuori casa dalle quattro del mattino fino alle 3 del pomeriggio. Stando alla sua testimonianza l’uomo ha raccontato che si è addormentato prima di mettere la piccola nella culla, dopo aver guardato la partita in tv. Sottoposto al narcotest, era risultato positivo alla cannabis, ma negativo ad altri stupefacenti. L’esame dovrà essere ripetuto.
In seguito alla tragica vicenda, l’uomo ha portato la figlia alla clinica Villa dei Fiori, ma i sanitari non hanno potuto fare nulla. L’intento degli inquirenti è quello di verificare la versione dell’uomo e i suoi spostamenti. Per questo motivo hanno richiesto anche la visione delle immagini di alcune telecamere di sorveglianza presenti nei pressi dell’abitazione.
La casa ancora sotto sequestro
L’appartamento dove viveva la famiglia è ancora sotto sequestro. Dopo il primo intervento della Polizia Scientifica, e prima che venissero emessi gli appositi sigilli, la casa è stata pulita. L’avvocato Luigi Montano – che assiste il 25enne – ha spiegato che a pulire sono state alcune parenti della mamma della bimba. Convinte che gli accertamenti fossero conclusi, hanno pulito per risparmiare alla ragazza la vista delle macchie di sangue.
Avvenuto nei giorni successivi un secondo sopralluogo della scientifica, per cercare elementi a riscontro della versione del 25enne. Questi elementi potrebbero essere stati cancellati proprio da quella pulizia.
Fonte: Fanpage.it
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