Baby doccia, sesso nei bagni di scuola a Napoli

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Baby doccia, Napoli sotto choc: ragazzi e ragazze fanno sesso del bagno di scuola per puro divertimento. Una 16enne racconta: “Lì l’ho fatto per la prima volta”

Qualche generazione passata stringere per mano una ragazza aveva un significato profondo. Strappare un bacio a una ragazza non era per nulla un’impresa facile forse perché il cuore girava a mille. Ma quelle generazioni avevano dei cuori più profondi. Oggi tutto è più semplice ma non per questo più bello. Le emozioni sono diverse, meno intense e meno profonde.

Essere a conoscenza della presenza delle “baby doccia” fa comprendere come siano i cambiati i tempi e in pochi anni. Chiamate così perché fanno sesso nei bagni di scuola almeno una volta al giorno così come ci si lava una volta al giorno. Il motivo, però, è ancora più triste. Lo fanno, non per soldi, ma solo per il piacere di farlo, per scoprire cosa si prova.

La fascia di età che coinvolge le baby doccia è a dir poco sconvolgente: queste ragazze non raggiungono neanche i 17 anni. Parliamo di ragazzine dei primi anni del liceo, dove perdere la verginità è una cosa più che normale. Basti pensare che qualche anno fa esistevano ragazze universitarie che credevano ancora in questo valore. Ma i tempi sono cambiati.

Il programma di Beatrice Borromeo, Sex and th Teens andato in onda a Sky24 lo scorso 4 giugno, ha raccolto qualche testimonianza di ragazzine che hanno vissuto esperienze simili. Nina, palese nome di fantasia, è una bellissima ragazza di 16 anni e racconta, anche attraverso video e foto, la sua esperienza del mondo napoletano delle baby doccia.

Il primo anno di liceo, nella mia classe, quasi tutte avevano già perso la verginità. Io mi trovavo un po’ fuori posto”, così inizia il racconto di Nina. “Le mie amiche facevano cose già più spinte, andando con più di un ragazzo a volta. E ingenuamente ho cominciato anche io a interessarmi, a chiedere”. L’esperienza di Nina come baby doccia è durata per due anni, durante i quali ha avuto la possibilità di raccogliere filmati delle sue esperienze girati con il telefonino. Proprio in uno di questi video si vede una compagna di classe che riceve un messaggino durante l’ora di educazione fisica con su scritto SSS. “È il nostro codice. Vuol dire sesso, tu capisci, dai l’ok e indichi a quale cambio dell’ora vuoi incontrarti”. Il filmato di Nina riprende l’amica che lascia la lezione per seguire un ragazzo nel bagno della scuola mentre a porta si chiude alle loro spalle e le amiche che ridono in sottofondo. baby doccia

Nel mio gruppo eravamo sei o sette – continua a spiegare Nina – erano tutte baby doccia. Non c’era nessuna che non l’aveva fatto, anche perché sennò non avrei cominciato neppure io. Però non lo facevo spesso, mi capitava due o tre volte al mese. Per il primo mesetto andavo sempre con lo stesso ragazzo, poi lui si è trovato un’altra. Ma non ero gelosa perché non era una cosa seria, altrimenti avrei preferito una relazione invece che continuare a incontrarci nei bagni di scuola. Poi ho cominciato a cambiare partner anche io“.

Nina ha così consumato la sua prima volta nel bagno della scuola facendo prima sesso orale e poi consumando un rapporto completo. “Pensi: chissà cosa si prova. Se lo fanno le mie amiche, un motivo ci sarà. La prima volta mi è capitato perché mi annoiavo e non sapevo che fare durante una lezione. Questo ragazzo mi ha mandato il messaggio con le tre S e io sono uscita e l’ho raggiunto. Le mie amiche mi aspettavano su di giri al ritorno, sono stata al centro dell’attenzione per giorni. Dopo la prima, la seconda, la terza volta diventa normale. Il rapporto con questi ragazzi? C’era molta indifferenza, come se non stesse succedendo nulla“. Questi incontri,però, non avevano come sceneggiatura solo l’ambiente scolastico. “Organizziamo anche festini, durante l’anno, quando i genitori di qualcuno non ci sono. Ci troviamo per le 9, beviamo un po’ e poi chi vuole sceglie un compagno e va a fare sesso in una stanza, oppure quando perdi ai giochi alcolici paghi un pegno, spesso lieve. Cose soft, tipo toccate o pompino. Poi si esce e si va a casa a dormire”. Tutto normale, quindi, per queste baby doccia. Tutto davvero molto normale.

baby docciaImpossibile, in questi casi che rievocano alla memoria le innumerevoli ed eroiche gesta di Melissa P., non pensare a una responsabilità, seppur minima, dei genitori. “Tutti quanti, soprattutto i genitori, sono convinti che questi aspetti legati al sesso o non esistano proprio o comunque non riguardino loro e i loro figli. Ma secondo me dovrebbero rendersi un po’ più consapevoli di quello che succede. E parlarne. A me per esempio avrebbe fatto piacere confrontarmi con mia madre. Prima dicevo: non ne parlerei mai. Ma ora penso: forse avrei dovuto confidarmi, mi avrebbe potuto dare un consiglio. Serve il parere di una persona esterna, esterna nel senso che non fa parte del tuo giro, che non ti spinge a fare certe cose. Ti può aiutare a capire che non sono cose normali“.

Questa è in parte la testimonianza di Nina. Potremmo definire questi giovani in mille modi da Gioventù fortunata a Gioventù bruciata ma questi sono solo semplici punti di vista. La realtà a tutt nata storia!