Arresto ex senatore Nespoli: evade dai domiciliari, condanna definitiva
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L’arresto dell’ex senatore Nespoli apre un nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria che lo riguarda da circa sedici anni.
L’ex parlamentare, già sindaco di Afragola e figura di spicco del Pdl, era sottoposto agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Frattamaggiore, in provincia di Napoli.
Nonostante la misura restrittiva, Nespoli si sarebbe allontanato dall’abitazione in almeno due occasioni, venendo notato in strada e persino in prossimità di alcune attività commerciali della zona.
Le segnalazioni, confermate successivamente dagli accertamenti della Polizia di Stato, hanno portato alla revoca dei domiciliari e alla sua immediata traduzione in carcere.
L’intervento è stato eseguito dagli agenti del commissariato di Afragola, città in cui Nespoli ha ricoperto l’incarico di sindaco in passato. Il trasferimento presso il carcere di Poggioreale rappresenta la conseguenza diretta della violazione delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria. Quest’ultima ha ritenuto necessario un inasprimento della misura cautelare.
Secondo fonti investigative, le uscite non autorizzate hanno dimostrato l’assenza di rispetto per i vincoli imposti. Tali violazioni hanno reso non più sostenibile il mantenimento del beneficio dei domiciliari.
La lunga vicenda giudiziaria e la condanna definitiva
Il nuovo arresto dell’ex senatore Nespoli si inserisce in un percorso giudiziario iniziato oltre sedici anni fa e conclusosi solo di recente con una condanna definitiva.
Nespoli deve infatti scontare cinque anni e sei mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta. Il reato è legato alla gestione di una società di vigilanza di cui, secondo gli inquirenti, sarebbe stato amministratore occulto.
Le indagini della procura di Napoli hanno evidenziato come l’ex parlamentare avrebbe influenzato le scelte gestionali dell’azienda, contribuendo al dissesto finanziario e favorendo interessi di natura politica ed elettorale.
Il processo, complesso e articolato, ha attraversato diversi gradi di giudizio, comprese due pronunce di annullamento da parte della Corte di Cassazione. Solo dopo numerosi rinvii e riesami si è giunti alla sentenza definitiva, che ha confermato la responsabilità dell’ex senatore.
In seguito alla condanna, Nespoli si era costituito volontariamente, ottenendo in un primo momento la possibilità di scontare la pena ai domiciliari. Tuttavia, le recenti evasioni hanno fatto decadere ogni tipo di beneficio, ripristinando la detenzione in carcere come misura più adeguata.
Le indagini e le segnalazioni che hanno portato all’arresto dell’ex senatore Nespoli
Le evasioni dai domiciliari non sono rimaste inosservate. Nei giorni precedenti all’arresto, il quotidiano Domani aveva riportato alcune testimonianze che riferivano della presenza di Nespoli in strada, lontano dalla sua abitazione. In uno degli episodi, un testimone afferma di averlo visto nei pressi degli uffici di una società locale, nonostante la misura restrittiva fosse ancora pienamente valida.
Queste informazioni hanno spinto cittadini e figure locali a segnalare la situazione alle autorità competenti. Una denuncia formale è arrivata anche da Giovanni Russo, direttore di un bene confiscato e figura attiva sul territorio. L’uomo ha dichiarato di aver incontrato l’ex senatore in pieno centro ad Afragola, in un orario in cui non avrebbe dovuto lasciare la sua abitazione.
Le dichiarazioni hanno trovato riscontro nei successivi accertamenti della polizia, che hanno confermato la violazione delle prescrizioni e hanno portato la procura a richiedere un immediato aggravamento della misura.
Le conseguenze dell’arresto e gli sviluppi futuri
L’arresto dell’ex senatore Nespoli rappresenta un passaggio significativo nella sua già complessa vicenda giudiziaria. La revoca dei domiciliari pone fine al regime più favorevole di cui aveva beneficiato fino a pochi giorni fa e proietta l’ex parlamentare in una fase di piena detenzione. Dal punto di vista giudiziario, il provvedimento sancisce l’intollerabilità di ulteriori violazioni e mira a garantire il corretto proseguimento dell’esecuzione della pena.
Le autorità hanno sottolineato come la detenzione in carcere fosse l’unica soluzione idonea, alla luce delle ripetute infrazioni commesse da Nespoli. Resta ora da valutare se l’ex senatore presenterà ricorsi o istanze successive per modificare nuovamente il regime detentivo, anche se la reiterazione delle evasioni potrebbe rendere difficile ottenere misure alternative.
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