23 Dicembre 2025

Arresti tra Piano di Sorrento e Torre Annunziata: furti di prodotti ittici

Credit photo: repertorio

Arresti tra Piano di Sorrento e Torre Annunziata: furti di pesce

Arresti tra Piano di Sorrento e Torre Annunziata: furti di prodotti ittici – Due uomini sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di aver messo in piedi un vasto giro di furti di prodotti ittici. I responsabili avrebbero causato un danno economico stimato in oltre 700mila euro. Eseguito il provvedimento nella mattinata di oggi dai Carabinieri della Compagnia di Sorrento, a Piano di Sorrento e ad Angri, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina.

Arresti tra Piano di Sorrento e Torre Annunziata: furti di prodotti ittici fino a 700mila euro

Secondo quanto ricostruito, i destinatari della misura cautelare sono un 60enne residente a Piano di Sorrento e un 41enne di Torre Annunziata. Entrambi gravemente indiziati di una lunga serie di furti aggravati, commessi in concorso tra loro.

Le indagini hanno riportato alla luce che entrambi fossero dipendenti di una ditta di commercio ittico con sede a Sorrento. I due si sarebbero impossessati nel tempo di ingenti quantitativi di pesce, introdotti di notte nei locali dell’azienda grazie a un duplicato delle chiavi ottenuto illecitamente.

Le sottrazioni, avvenute tra marzo 2023 e dicembre 2024, erano finalizzate alla consegna della merce a un terzo soggetto. Quest’ultimo si occupava di “ordinare” i prodotti e curarne la successiva rivendita. Le centinaia di episodi contestati avrebbero provocato un danno economico ingente al titolare dell’attività di rivendita ittica. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata e condotta dai Carabinieri della Stazione di Sorrento, ha preso avvio dopo l’arresto in quasi flagranza di uno dei due indagati, sorpreso la notte del 17 dicembre 2024 mentre trasportava merce rubata.

Sarebbero risultate decisive ai fini delle indagini, le analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza. A ciò l’esame dei telefoni cellulari degli indagati, che hanno consentito di ricostruire il quadro accusatorio e risalire ai presunti responsabili. I due si trovano ora agli arresti domiciliari.

Fonte: TeleclubItalia

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