22 Dicembre 2025

Arrestato reggente dei Casalesi: svelato accordo inedito con i Di Lauro

Svelato l'asse criminale che unisce Caserta e Secondigliano nel nome del narcotraffico internazionale

repertorio

qualiano 18enne arrestato

ARRESTATO REGGENTE CASALESI – Una maxi-operazione delle forze dell’ordine ha portato all’arresto di una figura di spicco della criminalità organizzata campana, svelando un retroscena inquietante: un’alleanza strategica tra il clan dei Casalesi e il clan Di Lauro di Secondigliano. Al centro dell’indagine, il controllo del traffico internazionale di stupefacenti, in particolare della cocaina.

Chi è il reggente dei Casalesi arrestato e il peso dell’indagine

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), ha colpito il cuore operativo di una delle fazioni più potenti dei Casalesi. L’uomo arrestato è considerato dagli inquirenti l’attuale reggente del gruppo, capace di tessere relazioni oltre i confini della provincia di Caserta.

L’arresto non rappresenta solo un colpo al vertice, ma conferma il superamento di vecchie rivalità territoriali in nome del profitto economico derivante dal narcotraffico.

L’alleanza strategica per il business della cocaina

Ciò che emerge con forza dalle indagini è la creazione di un cartello trasversale. Storicamente indipendenti e radicati in aree diverse (l’agro aversano per i primi, l’area nord di Napoli per i secondi), i due clan avrebbero stretto un patto d’acciaio:

  • Canali di approvvigionamento: Sfruttamento di rotte comuni per l’importazione di cocaina dall’estero.
  • Distribuzione capillare: Una rete logistica che unisce le piazze di spaccio di Napoli con i centri di distribuzione del casertano.
  • Mutuo soccorso economico: Investimenti congiunti per l’acquisto di grosse partite di droga, riducendo i rischi e massimizzando i ricavi.

Perché questo patto è “inedito”?

Per decenni, la Camorra napoletana e quella casertana hanno operato come mondi distinti, con codici e strutture differenti. I Casalesi, con una struttura più simile a quella di “Cosa Nostra”, e i Di Lauro, pionieri del narcotraffico di massa a Secondigliano, rappresentano due modelli diversi che oggi, però, convergono verso un unico obiettivo: il monopolio della cocaina.

“Questa collaborazione dimostra una metamorfosi della criminalità, sempre più simile a una holding finanziaria che abbatte i confini territoriali per ottimizzare il mercato della droga”, spiegano fonti vicine agli inquirenti.

Le accuse e i sequestri

Oltre ai provvedimenti restrittivi, l’operazione ha portato al sequestro di beni mobili e immobili. Le accuse contestate a vario titolo includono:

  • Associazione a delinquere di stampo mafioso.
  • Traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
  • Aggravante del metodo mafioso.

Fonte: Fanpage.it

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