Anm, stop a metro e bus a Napoli per il giorno 3 febbraio. Tutto quello che c’è da sapere

Anm, sciopero

E’ previsto a Napoli uno sciopero dei trasporti Anm per il giorno 3 febbraio. Ecco le motivazioni

“Ok, non bastano i disagi dovuti al fermo della metro L1 per la tratta Piscinola-Colli Aminei”, penserete. A complicare ancora di più la giornata dei pendolari, sarà uno sciopero previsto per il giorno 3 febbraio proclamato da Anm, l’azienda che attualmente è impegnata nelle indagini in corso per l’incidente ferroviario accaduto poche settimane fa e di cui vi abbiamo già parlato in questo articolo: metro-linea-1-scontro-tra-due-treni

Lo sciopero indetto sarà di 24 ore, così come annunciato dalle organizzazioni sindacali Usb Lavoro Privato, Orsa e Faisa Confail. I sindacati nel frattempo cercheranno di concordare una soluzione con il Comune di Napoli per evitare il più possibile disagi e hanno invitato l’Anm, Azienda Napoletana Mobilità, gestore di bus, linea 1 della metro e funicolari di Napoli “ad attivare tutte le procedure di informazioni agli utenti”. 

E, ancora, spiegano: “Siamo disponibili ad ulteriori confronti. Restiamo in attesa di una convocazione da parte del Comune di Napoli, proprietario dell’azienda, nel tentativo di ricercare possibili soluzioni che possano evitare l’ennesimo sciopero e, al contempo, garantire nella gestione dell’Anm criteri di massima trasparenza, imparzialità e pubblicità nella gestione del personale, a cominciare dall’adozione delle puntuale delle norme sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e dei cittadini utenti del trasporto pubblico”. 

Ma i motivi che hanno scaturito uno sciopero di questo tipo e portato il personale Anm a protestare, riguardano il miglioramento delle condizioni di lavoro, la malagestione del personale stesso, il trattamento economico e lo sviluppo progressivo di carriera per il personale viaggiante (autisti di autobus, operatori delle funicolari, personale di macchina e sale operative) del settore gomma e ferro, il rispetto delle misure di prevenzione e sicurezza su stazioni, treni e autobus. A tutto ciò si aggiungono le richieste di indennità e del premio di produzione del 2016 e l’internalizzazione delle attività in appalto.