Allegri lancia la sfida alla Juve: la Juventus difficilmente muore
Alla vigilia dello scontro diretto allo Stadium, il tecnico azzurro avvisa l'ambiente: «L'obiettivo resta il quarto posto e la Champions». Virus influenzale per Rrahmani e Anguissa.
Le parole di Max Allegri
Vigilia di grande tensione e fascino in casa azzurra. Alla vigilia del big match dello Juventus Stadium contro la formazione guidata da Luciano Spalletti, Massimiliano Allegri è intervenuto in conferenza stampa dalla sala stampa del centro sportivo di Castel Volturno per presentare uno scontro diretto fondamentale per il prosieguo della stagione di Serie A.
Il tecnico toscano, costretto a seguire la partita dalla tribuna a causa della squalifica rimediata contro la Roma, ha analizzato il momento della squadra, i pericoli della trasferta torinese e le condizioni fisiche dei suoi uomini chiave.
Allegri, il ritorno a Torino e il monito: «Non riduciamoci solo a voler battere la Juve»
Per Allegri la sfida dello Stadium non potrà mai essere una gara come le altre: “Ho passato 10 anni lì, il 50% della mia carriera, e mio figlio vive a Torino. Sarà una bellissima partita, uno scontro diretto tra due squadre che in questo momento sono indietro in classifica”.
Il mister ha voluto lanciare un messaggio chiaro ed esaustivo all’ambiente partenopeo riguardo alle ambizioni della stagione: “Capisco i tifosi e l’importanza di questa sfida per la città. Ma per una società come il Napoli, da 15 anni stabilmente ai vertici, è molto riduttivo ridurre una stagione a una singola partita. Il nostro obiettivo finale è arrivare tra le prime quattro per centrare la Champions League, passare il turno in Europa e andare avanti in Coppa Italia. Se ci accontentiamo di vincere uno scontro diretto non facciamo alcun passo avanti”.
L’analisi sulla Juventus e le critiche dopo Monza: «Loro feriti, noi dobbiamo stare zitti»
Ettichettare i bianconeri come una squadra in crisi sarebbe, secondo Allegri, un errore grave e superficiale: “Sento dire dai media che la Juve è morta, ma la Juventus difficilmente muore. Troveremo una squadra ferita, con un allenatore molto bravo e allestita per i primi quattro posti. Nei momenti di difficoltà si compattano, servirà una prestazione di grandissimo agonismo, tecnica e un pizzico di buona sorte”.
Ritornando sul successo per 4-1 ottenuto nel turno infrasettimanale a Monza, il tecnico ha mantenuto la barra dritta: “Abbiamo vinto una bella partita, ma sul 2-1 c’è voluta una gran parata di Milinkovic-Savic. In questo momento bisogna fare pochi proclami e lavorare in silenzio. Nelle ultime gare abbiamo segnato tanto ma anche concesso troppo: dobbiamo imparare a gestire meglio il pallone nei momenti di vantaggio”.
Infermeria e scelte di formazione: virus per Rrahmani e Anguissa, 6 settimane per Lobotka
Oltre alla nota assenza di Stanislav Lobotka, la vigilia azzurra è complicata da un attacco influenzale che sta colpendo il gruppo squadra:
- Rrahmani e Anguissa: “C’è un virus influenzale in giro che ogni tanto ne azzera uno. Rrahmani ieri si è allenato e oggi valuteremo se potrà giocare, altrimenti sono pronti Marianucci o Beukema. Stesso discorso per Anguissa: se sta bene gioca, altrimenti darò spazio ad altri”.
- Lobotka e i rientri: “Per Lobotka siamo stati fortunati nella sfortuna: se avesse avuto il piede perno piantato sarebbe stato un disastro, invece dovrebbe rientrare in circa 6 settimane. Per il suo posto valuteremo Gilmour, l’arretramento di De Bruyne o un passaggio a due mediani. Dopo la sosta invece recupereremo Spinazzola, Neres e Favasuli”.
- L’esplosione di Hojlund: “Rasmus ha sempre fatto buone prestazioni. A Monza si è sbloccato con un grandissimo gol, sono molto contento del suo momento di crescita”.
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