Afragola: sequestrato e rapinato da una baby gang, 5 giovani in manette
Pomeriggio di terrore ad Afragola: un inseguimento in auto, il pestaggio e il sequestro lampo sotto la minaccia di una pistola. La Polizia incastra la baby gang del rione Salicelle.
Wikimedia Commons
Afragola – Un’aggressione brutale, un inseguimento a forte velocità e un sequestro di persona lampo che ha trasformato le strade di Afragola in uno scenario da film poliziesco. La Polizia di Stato ha stretto il cerchio attorno a 5 giovani, di età compresa tra i 14 e i 20 anni, ritenuti responsabili di una violenta rapina perpetrata lo scorso 20 gennaio.
Afragola, l’agguato e il sequestro lampo
La vittima stava percorrendo Corso E. De Nicola quando è stata puntata da un’auto sospetta lanciata a folle velocità. I giovani a bordo, dopo un inseguimento terminato in via Vittorio Alfieri, sono scesi dal veicolo bloccando il malcapitato. La violenza è stata immediata: il giovane è stato colpito con calci e pugni e, successivamente, costretto a salire a bordo dell’auto degli aggressori sotto la minaccia di una pistola.
Durante i minuti di prigionia all’interno dell’abitacolo, la banda si è impossessata del telefono cellulare della vittima. Solo grazie a una sosta imprevista in via De Gasperi, il giovane è riuscito a divincolarsi, fuggendo dal veicolo e trovando rifugio in un negozio della zona.
Le indagini e il blitz nel rione Salicelle
Gli agenti del Commissariato di Afragola hanno avviato una serrata attività investigativa. Decisivo è stato il contributo dei sistemi di videosorveglianza della zona: l’analisi dei filmati ha permesso di ricostruire il percorso dell’auto e di identificare i volti dei sospettati.
Il blitz è scattato mercoledì sera nel rione Salicelle, dove i poliziotti hanno rintracciato i presunti autori del sequestro e della rapina.
Le decisioni dell’Autorità Giudiziaria
Nella giornata di ieri, il Giudice ha convalidato i fermi applicando misure cautelari severe vista la gravità dei reati contestati (sequestro di persona, rapina e porto illegale di arma):
- 4 indagati sono stati trasferiti in carcere;
- 1 indagato è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.
L’episodio riaccende l’allarme sulla violenza tra i giovanissimi nell’hinterland napoletano, sottolineando l’importanza del monitoraggio costante del territorio da parte delle forze dell’ordine.
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