Accadde oggi. 26 ottobre 1860, Garibaldi consegna il sud all’Italia

INCONTRO DI TEANO - GARIBALDI

L’incontro di Teano tra il re Vittorio Emanuele II e il condottiero Giuseppe Garibaldi, una svolta nella nascita del regno d’Italia

«Saluto il primo Re d’Italia ! »
Il re allungò la mano e Garibaldi fece altrettanto stringendola, i due uomini restarono con le mani unite per più di un minuto.
« Come state, caro Garibaldi? »
« Bene, Maestà, e Lei? »
« Benone.»

È ciò che leggiamo dal libro “Garibaldi e la formazione dell’Italia” di G.M. Trevelyan. Siamo nel 1860, anno dell’unità d’Italia. Il condottiero Giuseppe Garibaldi aveva appena strappato il meridione dalla lunga supremazia dei Borbone, mettendoli definitivamente in fuga. Il destino del Sud Italia non sarebbe stato mai più lo stesso.

La situazione generale dell’Italia nel 1860

Il re Vittorio Emanuele II di Savoia, a quel tempo possedeva la Sardegna e il Piemonte. Grazie alla sua potenza militare era riuscito ad occupare i territori pontifici delle Marche e dell’Umbria, nella battaglia di Castelfiardo. Sul fronte meridionale, Garibaldi liberava il sud dai Borbone nella battaglia campale del Volturno, grazie agli uomini della “spedizione dei Mille“, cominciata il maggio dello stesso anno.

Il re cominciò a muoversi verso sud, approvando assieme al  ministro Cavour una legge secondo cui il governo avrebbe autorizzato l’annessione al piemonte, purché le popolazioni interessate esprimessero la loro volontà mediante plebisciti. Il 21 ottobre si tennero plebisciti a suffragio universale maschile. I regni annessi avrebbero avuto la sua forma di governo, i suoi ordinamenti e sarebbe entrato in vigore lo statuto albertino. La legge ebbe l’80% dei consensi.

Garibaldi non poté far altro che attendere l’arrivo dei piemontesi e successivamente ritirarsi a vita privata. Il condottiero, una volta consegnato al re il regno delle due Sicilie, avrebbe chiesto che i suoi uomini entrassero nell’esercito regolare sardo, conservando il medesimo grado che avevano ottenuto durante la spedizione nel Mezzogiorno. Fu, però, una promessa mai mantenuta.

L’incontro di Teano o di Vairano?

Era una mattina autunnale e Garibaldi aveva la testa fasciata da un fazzoletto colorato, mentre osservava le truppe piemontesi che passavano. Subito dopo il suono della marcia reale, arrivò il re. I due dialogarono per un breve tratto, seguiti dai propri eserciti a cavallo. Fu allora che il generale diede le “chiavi” del meridione al re. Il re proseguì per Teano, l’esercito Garibaldino tornò indietro.

L’incontro ebbe il significato di un’adesione completa alla politica dei Savoia, deludendo le aspettative di coloro che auspicavano la fondazione di una repubblica meridionale di stampo mazziniano, che avrebbe dovuto in seguito estendersi anche alla conquista di roma.

Il luogo dell’incontro fu riconosciuto tradizionalmente a Teano, provincia di Caserta, presso il ponte di Caianello. La precisa località è tuttavia argomento di discussione. Il suddetto ponte si trova a confine tra i due paesi. Vairano, infatti, rivendica l’appartenenza del luogo in cui è avvenuto l’incontro. Il punto esatto sarebbe individuato dal bivio di Taverna della Catena, nell’abitato dell’odierna Vairano Scalo, frazione del Comune di Vairano Patenora.

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