25 Agosto 2022

A16, la protesta che ha infiammato l’estate partenopea: e oggi? L’INTERVISTA

A16, la protesta dei tifosi contro la presidenza della SSCN che ha infiammato l'estate azzurra. E oggi? Intervista a Nicola Della Valle, vicepresidente di Milano Azzurra

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A16, la protesta dei tifosi contro la presidenza della SSCN che ha infiammato l’estate azzurra. E oggi? Intervista a Nicola Della Valle, vicepresidente di Milano Azzurra

A16, tutti ricorderete l’hashtag che sugellava la protesta di parte della tifoseria partenopea verso la presidenza della Società Sportiva Calcio Napoli, che ha infiammato la già caldissima estate azzurra.

Ed oggi? Dopo lo sfavillante mercato operato da Giuntoli e dalla Società, in molti hanno dato per morta la contestazione, considerando come non più stanti i motivi della stessa.

Ma qual è la verità?

Abbiamo intervistato Nicola Della Valle, vicepresidente di Milano Azzurra, che avevamo incontrato a Dimaro, nel vivo del ritiro dei ragazzi di Luciano Spalletti in Val di Sole. Lì, un nutrito gruppo di Milano Azzurra aveva spiegato i motivi della pacifica contestazione. Oggi, hanno voluto rispondere alle tante critiche ricevute e chiarire il senso di quello che era più di un semplice slogan social, ma l’incarnazione di un ideale e di precise richieste del tifo alla Presidenza.

Ciao, Nicola. Ci siamo incontrati a Dimaro, dove avete portato la pacifica contestazione denominata A16. Ricordiamo il significato e la natura di quel “movimento”?

La contestazione è partita dalla pagina social de Il Napulegno, per contestare la politica del presidente della Società calcio Napoli, che nell’ultimo quinquennio ha sollevato delle perplessità, soprattutto in merito ad alcune esternazioni del Presidente, come quella relativa all’ingolosimento della piazza in merito alla possibilità di vincere lo scudetto. Mi riferisco anche al famoso anno di quello che chiamo “il sacco di Milano“, il 2018, dove lo scudetto ci è dato letteralmente scippato, a seguito di una stagione straordinaria.

La contestazione mette in discussione non la gestione sportiva del Presidente, che ci ha visto navigare sempre nella parte alta della classifica ma la politica incurante dei propri tifosi, spesso “vessati” non da capiufficio, mogli e amanti ma proprio dal nostro Presidente, di cui siamo i più grandi clienti e verso cui dovrebbe nutrire un’attenzione particolare.

Noi non chiedevamo nulla di esagerato, solo un po’ di rispetto, che spesso è mancato negli ultimi anni.

Cosa è cambiato da allora? Pensi che questa contestazione abbia avuto una qualche ricaduta sull’estate partenopea, che sia stata utile e produttiva, in qualche modo?

E’ cambiato molto nel mercato del Napoli. Non sappiamo l’impatto che questa contestazione possa aver avuto sulla Società. Credo che un po’ di fastidio l’abbiamo dato e, se fosse servito anche nella misura dell’1% per pungolare in qualche modo la politica del nostro Presidente, ben venga. Magari ha rappresentato uno stimolo in più per la scelta di intervenire sul mercato, abbassando sì il tetto ingaggi ma scovando nuovi talenti, o calciatori affermati (tipo Ndombele) che potrebbero assicurare competitività anche in Champions. Non so se si possa davvero parlare di ridimensionamento, sicuramente ha ridotto gli ingaggi e ringiovanito la rosa. Stiamo a vedere cosa ci dirà il prosieguo del campionato ed il cammino del Napoli nelle varie competizioni che è chiamato ad affrontare.

Hai accennato al mercato azzurro. Proprio dopo le ultime importanti operazioni effettuate dalla società, l spaccatura tra A16 e suoi detrattori si è ampliata. In molti hanno criticato la contestazione, dicendo che avesse perso ogni valore ed ogni motivazione ad eventuale supporto. Che ne pensi?

La contestazione A16 ha ancora senso, è un fatto ideologico, non legato ai risultati sportivi del Napoli. E’ una consapevolezza, un’allerta, una sorta di vigilanza attiva nei confronti di eventuali, ulteriori mancanze di rispetto verso i napoletani, che non devono assuefarsi alla incuranza nei confronti del sentimento che lega i napoletani al Napoli. Passano i giocatori, passano i dirigenti e passano anche i Presidenti. Il Napoli c’era prima di De Laurentiis e continuerà anche dopo. E’ solo questo il senso di quella contestazione. il riconoscimento ed il rispetto di un’identità forte, preesistente all’attuale dirigenza e che continuerà ad esistere dopo.

Adesso uno sguardo al calcio giocato. Il mercato sta per chiudersi e sono state giocate già due partite. Quali le impressioni su questo avvio del Napoli e quali, secondo voi, le ambizioni della squadra per la stagione appena iniziata?

Il mercato è praticamente quasi completo, siamo in attesa di risposte in merito alla questione portiere. I primi due test del Napoli sono sotto gli occhi di tutti, al di là del valore delle avversarie che abbiamo incontrato. Soprattutto per il Verona, saranno le prossime uscite a dirci che direzione prenderà la sua stagione. Il Monza ha tanti acquisti nuovi, che dovranno trovare un equilibrio e un amalgama nel tempo. Al momento il responso è chiaramente positivo: ma ricordiamo che è una squadra giovane, la nostra, e si dovrà vedere nel tempo la tenuta. Fiorentina e Lazio saranno sicuramente test più probanti in tal senso.

Hai accennato alla partita con la Fiorentina, prossimo impegno del Napoli di Luciano Spalletti. Voi di Milano azzurra spesso seguite gli azzurri nelle varie trasferte, soprattutto in Nord Italia. Le decisioni in merito alla messa in vendita dei biglietti per il settore ospiti sono state oggetto di feroci polemiche. Qual è stata la vostra esperienza?

Confermo che anche noi abbiamo avuto una serie di difficoltà a reperire i tagliandi, anche presso la nostra ticketteria storica, alla quale ci rivolgiamo da anni. Solo il 50% è riuscita a prendere un posto nel settore ospiti, l’altra metà nel settore adiacente. Abbiamo chiesto al Questore di Firenze di venirci incontro, e ci hanno risposto che ci faranno sapere nei prossimi giorni come e se riusciranno a convogliarci in un unico settore, visto che siamo in 12 e con noi ci sono anche donne e bambini. E’ stata molto complicata, in qualche modo ce l’abbiamo fatta. Non ci resta che vedere come sarà gestita la cosa nei prossimi giorni e nella giornata di domenica.

Prima hai detto che la Fiorentina sarà il primo test realmente probante della forza di questo nuovo Napoli, più giovane e dalla rosa ampia. Cosa ti aspetti da questo terzo match stagionale degli azzurri?

Ci aspettiamo un Napoli un po’ più accorto in difesa e un maggiore filtro a centrocampo, perché la Fiorentina è squadra che attacca molto e, proprio per questo, potrebbe aprirsi prestando il fianco ai nostri velocisti e contropiedisti: la batteria dei nostri attaccanti avrà più libertà di agire. Speriamo che il Napoli ci dia gioia anche in quel di Firenze, campo ostico e difficile per noi e di proseguire lungo il solco avviato dalle prime due di campionato. Speriamo, poi, che il nostro Presidente ci meravigli sempre di pi con una maggiore attenzione per noi tifosi. Una apertura l’abbiamo avuta con l’amichevole di ieri sera Napoli-Juve Stabia e speriamo che questo possa essere l’inizio non dico di un amore sconfinato ma di un ciclo che possa incoronare anche il nostro Presidente come vincitore di uno scudetto. Perché, se è vero che non dobbiamo volare troppo alto ma dobbiamo rimanere con i piedi per terra, è anche vero che sognare è lecito e nessuno ce lo può negare.

Un’ultima riflessione sull’ultim’ora di oggi: i sorteggi Champions. Riflessioni e sensazioni sul girone del Napoli?

Girone non impossibile, poteva andare peggio. Il Liverpool è oramai una costante per il Napoli, sempre sulla nostra strada. Cercheremo, come Milano Azzurra, di essere presenti sia in trasferta che in casa (che per noi residenti a Milano rappresenta sempre una trasferta!) con l’entusiasmo e la voglia di sostenere di sempre.

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