5 Novembre 2026

Poggioreale: Detenuto minaccia l’ex compagna da un telefono tenuto nascosto

Poggioreale: Detenuto minaccia l'ex compagna da un telefono tenuto nascosto; Scoperto grazie la denuncia della donna

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Poggioreale: Detenuto minaccia l’ex compagna da un telefono tenuto nascosto

Secondo le recenti indiscrezioni giornalistiche, sembrerebbe che l’uomo sia detenuto nel carcere di Poggioreale per altri reati, quindi non conformi alla denuncia presentata dall’ex compagna. Oggi il giudice, grazie alla denuncia presentata dalla donna, avrebbe aggiunto all’uomo un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere, per indagini preliminari.

Minacce e moleste tramite messaggi e videochiamate

La donna, stanca delle minacce, si fa coraggio e decide di denunciare l’uomo ai carabinieri della Compagnia di Pianura, i quali immediatamente avvisano la Procura sui fatti. La Procura prontamente da’ ordine di una perquisizione all’interno dell’istituto penitenziario e fa la ricca scoperta. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti che si stanno occupando del caso, sembrerebbe che l’uomo abbia in un qualche modo introdotto illegalmente un telefono cellulare nell’istituto penitenziario e che con questo avrebbe minacciato e molestato l’ex compagna tramite messaggi e addirittura attraverso videochiamate, il tutto all’interno di una cella a Poggioreale.

Articolo 391 del codice penale – Quanto rischia chi introduce un telefono in prigione

“Chiunque indebitamente procura a un detenuto un apparecchio telefonico o altro dispositivo idoneo ad effettuare comunicazioni o comunque consente a costui l’uso indebito dei predetti strumenti o introduce in un istituto penitenziario uno dei predetti strumenti al fine di renderlo disponibile a una persona detenuta è punito con la pena della reclusione da uno a quattro anni. Si applica la pena della reclusione da due a cinque anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale, da un incaricato di pubblico servizio ovvero da un soggetto che esercita la professione forense. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la pena prevista dal primo comma si applica anche al detenuto che indebitamente riceve o utilizza un apparecchio telefonico o altro dispositivo idoneo ad effettuare comunicazioni.” Le nuove accuse a carico del detenuto, dovranno essere valutate nelle successive fasi giudiziarie.

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