19 Ottobre 2026

Sciopero autotrasportatori, allarme supermercati: “Scaffali vuoti in 48 ore

La mobilitazione contro il caro carburante paralizza gli accessi al capoluogo. Chiuso lo snodo tra A1 e A30, Confesercenti e Unione Industriali lanciano l'allarme sulle forniture.

Immagine di repertorio

camion precipita in una scarpata

Sciopero autotrasporti – La protesta degli autotrasportatori contro l’aumento incontrollato del costo dei carburanti sale ulteriormente di tono e cinge d’assedio gli snodi nevralgici di Napoli. Nella prima mattinata di oggi, lunedì 19 ottobre 2026, i mezzi pesanti hanno attuato un presidio di blocco all’ingresso del varco Bausan, punto d’accesso principale al porto commerciale partenopeo, provocando immediate e pesanti ripercussioni sulla viabilità cittadina e sulla rete autostradale di collegamento con il resto del Paese. La mobilitazione sta assumendo contorni critici per l’intera filiera logistica regionale.

Sciopero autotrasporti, allarme di Confesercenti e Unione Industriali: “Rischio paralisi e scaffali vuoti”

Le conseguenze del fermo dei tir stanno travolgendo rapidamente il settore del commercio e della grande distribuzione. A margine di un tavolo d’emergenza convocato in Prefettura a Napoli con le categorie economiche, il presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, ha lanciato un allarme drammatico sulle scorte alimentari:

“Nei supermercati di Napoli e della Campania entro un paio di giorni non ci sarà più nulla, nessun prodotto fresco. I prodotti non arrivano più da venerdì e gli scaffali delle catene della grande distribuzione sono ormai pieni solo al 50%. Se non arriveranno a destinazione i tir con le merci, tra qualche giorno non ci sarà più nulla da vendere per quanto riguarda l’ortofrutta e il fresco”.

Confesercenti ha rinnovato al Governo la richiesta di un intervento urgente per tagliare le accise sui carburanti del 50%.

Forte preoccupazione è stata espressa anche dal Presidente dell’Unione Industriali di Napoli, Vittorio Genna: “La protesta sta mettendo seriamente in crisi numerosi settori dell’economia del nostro territorio. Il blocco determina una crescente difficoltà nel reperimento delle materie prime, sia per la distribuzione sia per l’impresa manifatturiera. Se la paralisi dei rifornimenti dovesse proseguire, diventerà estremamente complesso garantire i livelli produttivi, con inevitabili ripercussioni economiche e sociali per l’intera cittadinanza”.

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