Pensione anticipata a 64 anni per tutti: come funziona la proposta di riforma
Tra ricalcolo contributivo e integrazione del TFR, ecco come funziona e cosa cambia per chi lavora prima del 1996.
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PENSIONE ANTICIPATA 64 ANNI – Nel dibattito sulla riforma previdenziale torna centrale l’ipotesi di ampliare le possibilità di pensionamento anticipato, consentendo l’uscita dal lavoro a partire dai 64 anni di età.
La proposta punta a estendere una misura attualmente riservata a una platea ristretta anche ai lavoratori in regime misto. Ma come funzionerebbe questo meccanismo, quali requisiti sarebbero necessari e quali sono i risvolti sul calcolo finale dell’assegno?
Come funziona oggi la pensione a 64 anni e cosa potrebbe cambiare
Attualmente la pensione anticipata contributiva permette di lasciare il lavoro a 64 anni con un minimo di 20 anni di contribuzione. Tuttavia, questa opportunità è limitata ai cosiddetti “contributivi puri”, ossia a chi ha iniziato a versare i contributi a partire dal 1° gennaio 1996.
L’ipotesi di riforma allo studio intende superare questo limite:
- Estensione della misura: Allargare la possibilità di uscita a 64 anni anche a chi possiede contributi versati prima del 1996 (regime misto).
- Calcolo della prestazione: L’accesso alla pensione anticipata richiederebbe il ricalcolo dell’assegno interamente con il sistema contributivo, comportando rinunce sulle quote calcolate con il sistema retributivo.
I requisiti economici: la soglia minima e il ruolo del TFR
Un elemento chiave dell’accesso alla pensione anticipata a 64 anni riguarda la sostenibilità dell’assegno. Per poter accedere all’uscita volontaria, l’importo della pensione maturata deve raggiungere una determinata soglia minima rispetto all’assegno sociale (di norma pari ad almeno tre volte tale valore).
Per aiutare i lavoratori a raggiungere questa asticella minima, la proposta di riforma valuta diverse soluzioni d’integrazione:
- Uso della previdenza complementare: Sommare la rendita maturata nei fondi pensione integrativi.
- Utilizzo del TFR: Destinare il Trattamento di Fine Rapporto (sia esso accantonato in azienda o presso l’INPS) per convertirlo in rendita e coprire l’importo minimo richiesto.
A chi conviene la pensione anticipata? Effetti sull’assegno
La scelta di uscire dal lavoro a 64 anni offre il vantaggio di anticipare di tre anni l’età della pensione di vecchiaia ordinaria (pari a 67 anni), ma comporta delle valutazioni economiche di rilievo:
- Riduzione dell’importo: Il passaggio al sistema di calcolo integralmente contributivo penalizza chi ha accumulato molti anni di lavoro prima del 1996, traducendosi in un assegno mensile più contenuto.
- Destinazione della liquidazione: L’impiego del TFR come supporto per il raggiungimento della soglia minima implica la rinuncia alla liquidazione in un’unica soluzione al momento del recesso lavorativo.
La convenienza dell’opzione dipenderà dunque dall’anzianità contributiva del lavoratore, dall’ammontare dei contributi versati e dalla disponibilità di coperture integrative.
Fonte: Corriere della Sera
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