5 Settembre 2026

West Nile, 15 casi nell’Asl Napoli 2 Nord: scatta la task force

Vertice a Frattamaggiore per coordinare la prevenzione e gli interventi sul territorio. Nessun bambino tra i contagiati, l'età media è di 68 anni. I sintomi e le regole per difendersi dalle zanzare.

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Massima allerta e un piano d’azione coordinato per arginare la diffusione del virus West Nile. Dall’inizio dell’anno, nel territorio di competenza dell’Asl Napoli 2 Nord, sono stati accertati 15 casi di infezione. Un dato che, seppur attualmente inferiore ai 47 casi totali registrati nel 2025, ha spinto le autorità sanitarie a blindare il territorio attraverso l’attivazione di una task force dedicata.

Secondo i dati diffusi, il virus sta colpendo prevalentemente le fasce più anziane della popolazione: l’età media dei pazienti contagiati è di 68 anni (con una mediana di 72), mentre non risulta al momento nessun bambino coinvolto.

La task force e il ruolo dei Comuni

Per fare fronte comune contro la malattia – che non si trasmette da persona a persona, ma principalmente attraverso la puntura di zanzare infette – medici, veterinari ed enti locali si sono riuniti in un vertice strategico presso l’auditorium dell’Asl a Frattamaggiore. All’incontro hanno preso parte i vertici dell’azienda sanitaria e i sindaci di diversi comuni dell’hinterland, tra cui Tito d’Errico (Acerra), Luigi Del Prete (Frattamaggiore), Raffaele De Leonardis (Qualiano) e Francesco Gaudieri (Villaricca).

La rete operativa, già attiva da settimane, prevede un referente per ogni Comune. “È fondamentale che ogni componente della rete sappia esattamente cosa fare in caso di rilevazione del virus”, ha sottolineato Monica Vanni, direttrice generale dell’Asl Napoli 2 Nord, evidenziando il ruolo cruciale dei sindaci sia nella prevenzione primaria che nelle fasi di bonifica.

West Nile, il protocollo di sicurezza e le aree a rischio

Quando il laboratorio conferma una diagnosi di West Nile, entra in azione il Dipartimento di prevenzione diretto da Luigi Castellone: scatta l’indagine epidemiologica, vengono installate apposite trappole per zanzare e si mappa il potenziale luogo di esposizione per avviare, in stretta sinergia con i Comuni, mirate operazioni di disinfestazione.

L’attenzione massima è rivolta alle zone rurali e ai terreni incolti. Come spiegato dal direttore sanitario Pasquale Di Girolamo Faraone, la grande sfida consiste nell’individuare e sanare “le sacche di umidità e i ristagni d’acqua, che spesso si mimetizzano in aree impervie”, richiedendo interventi capillari.

I sintomi e come proteggersi

I dati rassicurano sulla gravità dell’infezione per la stragrande maggioranza della popolazione: nell’80% dei casi, il virus West Nile è del tutto asintomatico. Nel 19% dei casi si sviluppano lievi sintomi simil-influenzali (febbre, nausea, mal di testa, sfoghi cutanei) che regrediscono spontaneamente. Solo nell’1% dei contagi possono subentrare complicanze neurologiche gravi (encefaliti o meningiti), un rischio che riguarda in primis anziani, soggetti immunodepressi e persone con patologie croniche.

L’Asl raccomanda ai cittadini l’adozione di semplici ma fondamentali misure di prevenzione:

  • Utilizzare repellenti cutanei certificati.
  • Installare zanzariere a porte e finestre.
  • Indossare abiti chiari e coprenti, specialmente nelle ore serali.
  • Eliminare rigorosamente i ristagni d’acqua da sottovasi, secchi e contenitori all’aperto.
  • Trattare regolarmente i tombini privati con prodotti larvicidi.

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